Non-lettera

by fiordilota

Ehi, tu.

Tu che mi scrivi una cosa bellissima, e che al fondo ci scrivi che non è una lettera perché le tue lettere sono molto più belle.
Tu che, come me, parli di sciocchezze al telefono, e le cose serie le scrivi.
Tu che. come me, scrivi cose serie, e poi fai finta di no, per non parlarne (perché dobbiamo parlare e ridere di sciocchezze al telefono, si è deciso così senza nemmeno avere bisogno di dircelo).
Tu che, come me, sai che le paure diventano vere se le diciamo, così non le dici; magari le pensi, un po’ le scrivi ma non le pronunci.

Tu, sì, tu.

Questa è la mia non-lettera per te.

In questa non-lettera cerco di mettere ordine in tutti i pensieri che non ti ho detto.

Intanto, il primo, il più importante.
Non avere paura.

Non per me, perché non sono una preoccupazione tua, ma – soprattutto – non per te.

Anche se non ci credi, anche se ogni evidenza lo nega, il peggio è passato.
Il fatto che tu sia ancora vivo, in piedi, capace di scrivere non-lettere, capace di far entrare il profumo di una persona in quel muro immenso che hai costruito intorno a te ti dice che ti sei salvato.
Potrà ancora andare tutto male, tutto a rotoli, tutto a pezzi, ma tu no.
Tu sei fuori, anche se non ti sembra.
Sei stato fuori nel momento in cui hai fatto mettere un piede a me nella tua vita; mi puoi ricacciare indietro quando vuoi, ma tanto ormai la strada la conosci.
Non sarò io, ma arriverà qualcun altro.

Poi, fai attenzione ai muri che costruisci intorno a te.
Perché si vede sempre bene cosa chiudiamo dentro, ma non si vede quasi mai quello che chiudiamo fuori, tranne quando ne abbiamo bisogno, di quello che abbiamo chiuso fuori.
Così è sempre prudente aprire una porticina, in quei muri.
Una porticina nascosta, invisibile, mascherata, segreta magari.
Ma una porticina di cui avere le chiavi, per quando hai bisogno di aria e di luce e di sorrisi, che sono cose belle, lo sai.

Poi, si sa, dopo l’inverno torna sempre la primavera.
Uno non ci può credere in mattine in cui tutto è ghiacciato, la terra sembra soffocata, gli alberi spogli, il cielo grigio.
Eppure.
Basta solo mettersi lì, aspettare, e poi, un grado alla volta, torna la primavera, l’azzurro, i boccioli.
È solo una questione di pazienza e di fiducia.
Tu, che hai poca pazienza e pochissima fiducia, pensa ai campi di grano che sembrano morti, quando ci passi davanti, e poi dimmi se non è vero che la vita è più forte di tutto.

Poi, anche, superbamente, non credo che tu andrai in pezzi, proprio perché mi hai pescato così, qui, a sorpresa, mentre invece non avresti dovuto pescarmi per niente.
Di solito quando arrivo io sembra che tutto finisca male e invece.

E poi stai tranquillo.
Tutto si romperà, e tutto si ricostituirà di nuovo, chissà quante volte.
Sei forte, sei coraggioso, sei anche amato: niente ti può toccare.
Tutto potrà andare in merda, ma tu, ti vedo, sarai lì, ancora, con quel sorriso.

E poi, credimi, vai bene così.
Sei perfetto così.
Con tutti i pensieri, le preoccupazioni, le paure.
Non preoccuparti: vai bene così.

E infine, è vero che ieri ti ho detto che nessuno può salvare nessun altro.
Ma, è anche vero che nessuno si salva da solo.

Smettila di trattarti male, e vieni qui, sul mio cuore.