lacasadelsole

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Mese: giugno, 2008

DETERMINANDO

Sento un profondo bisogno di pulizia e leggerezza.

Avessi coraggio mi taglierei i capelli.
Invece – dato che non ho quel coraggio – ho pensato di fare una radicale pulizia della casa, buttando tutto l’ingombrante troppo che possiedo; buttare giù tutti i chili di troppo (di nuovo tanti, provare a evitare di spendere per cose inutili che non mi cambiano la vita.

In pochi mesi, per la seconda volta bisogno di pulizia, dentro e fuori.

Ho capito profondamente che non smetterò mai più di cambiare…

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PETTEGOLEZZI

Provate a immaginare di essere al centro dei pettegolezzi del posto dove lavorate.
Provate a immaginare che qualcuno – non è chiaro per guadagnare che cosa – copi e incolli un pezzo della vostra vita privata su un file.
Provate a immaginare che questo file giri tra i vostri colleghi, mentre voi ne siete ignari.
Provate a immaginare che questo file finisca nelle mani di qualcuno a cui volete bene (eufemismo per dire altro, chiaro).

Ecco, immaginato tutto questo, avete avuto un aggiornamento su quello che mi sta succedendo.

La cosa positiva è che, complice qualcosa che ha a che fare con la legge mistica, secondo me, sono turbata ma non disperata.
E sono convinta che il problema più grosso ce l’abbia chi riesce ad architettare una cosa così, senza – per altro – averne alcun vantaggio.

ABBANDONI

Forse hai ragione tu, ed è soltanto sindrome da abbandono.

Allora perché mi manca la tua voce, mi mancano le nostre chiacchiere, le nostre risate, le tue carezze (che pure sabato ho rifiutato) e quel nostro essere noi che ci rendeva tanto speciale?

Perché ho voglia proprio di te e non di un’altra persona, qui stasera?

Ho fatto un sacco di errori, e ancora non so se quest’ultima cosa è la cosa giusta.
E’ venuta così, certo.
Più forte di me, e del mio cuore.

Cerco di non guardare indietro, come mi insegni tu.
Cerco di immaginare il futuro, come faresti tu.

Ma mi manchi.
E ti vorrei qui.
E farei cose diverse.
Credo.
Sono sicura.

INIZIO

Stamattina, in una cerimonia bellissima, ho fatto una cosa che potrebbe cambiare la mia vita.

C’erano due persone meravigliose, che vedevo per la prima volta e con cui ci siamo abbracciati stretti.
C’erano tutte le mie paure, condensate in un tremito che mi ha preso quando ho afferrato il microfono per parlare.
C’erano tutte le mie speranze e la mia curiosità di vedere dove mi porterà mai questa nuova vita che ho scelto e che guardo con interesse, sebbene con paura.

Poi ho portato questi amici sull’ascensore della Mole, e lì ho sentito una stretta al cuore.
Sono scese due lacrime, ancora.

La vita viaggia a cerchi, e io ne ho concluso uno.

FINE

Lacrime.

Per il rimorso.
Per il rimpianto.
Per il dolore.
Per la mancanza.
Per il dispiacere.
Per l’amore che non c’è più.
Per l’amore che c’è ancora.
Per il cuore gelido.
Per il cuore che ancora è caldo.
Per il passato.
Per il presente.
Per il futuro.

So che mi mancherai tanto.
E per sempre.

Poche palle.

La veggenza è un dato scientifico inconfutabile

PRIVACY

Per una che sono ormai anni che tiene un blog, ricevere il consiglio di tacere, di non scrivere, di non parlare è, in fondo in fondo, un problema.

Ma devo difendere un paio di cosette: la mia vita privata (messa in piazza nell’altro blog, da cui, ho scoperto, colleghi hanno fatto man bassa di informazioni che mi riguardano) e la mia tendenza a involvolarmi in pensieri tristi.

Allora, da oggi, pochi post ma buoni.
Allegri, se ci si riesce.

Arrivederci ai viaggiatori.
Non vedo l’ora di ricominciare a scrivere.

MISERICORDIA

A vederlo fa davvero un po’ impressione.

Un uomo strano, vestito in modo accurato, la faccia un po’ stralunata.
Si avvicina ai passeggeri dell’autobus con aria da cospiratore.
A volte li prende addirittura per un braccio, e spiega, con urgenza e a bassa voce, che cosa vuole.

Soldi, chiaro.
Gli uomini lo ignorano.
Le donne – si vede – si spaventano.

Tra tutti, saremo stati una trentina, soltanto una persona non ha paura.
E’ una ragazza di colore e fa – chiaramente – la prostituta.
Ha una borsa da cui spuntano gli abiti da lavoro, con in bella vista un paio di zappe dorate di dimensioni imbarazzanti.
Nei suoi occhi non c’è paura, né fastidio, né pena.
Apre un borsellino pieno di monete e le rovescia nella mano dell’uomo.

Subito dopo fanno lo stesso due donne, straniere, probabilmente ucraine, o magari rumene, che sembrano uscite da un libro di fotografie degli anni trenta, con anche il foulard in testa e il grembiule sulle gonne, lunghe.

Degli italiani non si è mosso nessuno, me compresa.

Abbiamo ancora tanto da imparare.

IMPOSSIBILE

E’ impossibile essere me, stasera.

Impossibile guardarmi allo specchio.

Impossibile sentire quello che sento-

Impossibile tutto.

Vado a dormire.

PROVE TECNICHE DI COMUNICAZIONE

La comunicazione, mi diceva un tipo un giorno, è una competenza importantissima al mondo d’oggi.

Ne ho avuto le prove in questo paio di giorni, in cui si è provato a parlare di cose serie, dopo giorni di poche parole, non pensiero, risate e poco altro.

Parlare non è un semplice aprire la bocca.
Capirsi, poi, è davvero un miracolo.

Così – tanto per cambiare – mi trovo a riflettere sul destino di Marte e Venere, che continuamente si attraggono, e continuamente si respingono.

Bisogna adattarsi, certo.
Bisogna imparare a parlarsi, sicuramente.
Bisogna, soprattutto, imparare a coltivare il proprio giardino da soli, senza aver bisogno di nessun altro.

Credo, sono certa, che questo sia il segreto della serenità.