lacasadelsole

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Mese: settembre, 2008

WITH OR WITHOUT YOU

Leggevo anni fa non so dove – una di quelle cose che si appiccicano alla memoria e poi ti restano lì – che la frase più drammatica del secolo ventesimo fosse "né con te né senza di te".

All’epoca, ricordo, scrollai le spalle e pensai a un’esagerazione.

Oggi, lo penso anch’io.

CARO AMICO
(ti scrivo)

Caro Amico Anonimo,

sono stufa di te.
I commenti di tutti sono ben accetti, ma evidentemente non hai colto che qui sopra commentano soltanto persone di un certo tipo.

Evidentemente tu non sei una persona di un certo tipo.

Quindi, se non ti dispiace, gira alla larga.
Oppure apriti un’identità qui su splinder, così possiamo parlarne alla pari.

Se continui a passare, passa, leggi, e scrivi solo cose intelligenti.

Grazie.

farai l’amore per amore
o per avercelo garantito?

Un mio amico usò De André per mettermi in crisi, anni fa.

La domanda è ancora senza risposta…

SOGNI RICORRENTI

Sono sue notti che sogno bambini.

Bambini abbandonati dalle madri, e di cui io desidero, voglio, esigo aver cura.
Sogno bambini piccini che desidero essere miei.

Nei due sogni, diversi eppure così simili, li annusavo, li toccavo, li stringevo, e poi dovevo lasciarli andare, perché erano affidati ad altre donne, non le loro madri, ma donne-madri, quello che io non sono e non intendo divenire.

In entrambi i sogni, però, una stretta allo stomaco e al cuore, il desiderio di maternità che da sveglia non provo e probabilmente non proverò mai; o che magari non mi permetto di provare, che so?

E, insieme a questi due, ho fatto, in queste notti, il mio sogno ricorrente, che torna da un po’.
Sono nella mia casa di bambina, e c’è mia madre tipo fantasma che aleggia.
Tutto è in ordine, io sono tornata dalle vacanze e controllo le piante, che siano in ordine, e tutto è a posto.

Ma settimane dopo, mia madre ricompare e mi ricorda delle piante sul terrazzo, che sono settimane che non annaffio.
E io mi precipito, maledicendo la mia distrazione, la mia sbadataggine.
Mi aspetto di trovarle rinsecchite, e solo chi mi conosce bene sa quanto io non sopporti di vedere morire le mie piante, che le uccido, per non vederne la morte di sete.

Ma le mie piante, seppur provate, sono ancora vive.
Ed è una gioia che non si può spiegare: ogni volta nel sogno ho timore, ogni volta provo lo stesso sollievo.

Loro sono ancora vive.
Io anche.

MORDERE
(la vita)

Ieri, all’ultima ora, mi è venuta questa sensazione prepotente, questa sensazione che stesse crescendo dentro di me un’idea importante, una di quelle che vorresti gridare a tutti.

Per questo ci ho pensato e pensato, e questa sensazione potente non andava via, ma anzi, si rafforzava.

La voglia selvaggia di vivere, di afferrare il mondo e succhiarlo come un frutto maturo, la voglia di assaporare sapori nuovi, di odorare odori nuovi, di toccare sete delicate, lane pregiate.
La voglia di vedere cose mai viste.
Di fare cose mai fatte.

La voglia di mordere la vita, perché sta passando veloce, molto più veloce di quanto vorrei.
La voglia di vivere ogni istante come quello che è: prezioso e irripetibile.

Mordere la vita.
Ed essere spaventosamente felice.

PICCOLI DETTAGLI

Di te so da che parte del letto dormi, la faccia che hai la mattina appena sveglio, che ti piace dormire su un fianco.
Di te so che detesti la musica commerciale, e che ami sono quella musica che ti commuove.
Conosco la tua voce di sera, e quella della mattina.
Conosco, soprattutto, la tua voce privata, quella che riservi ai momenti magici di quando si sta insieme.

Di te so il tuo amore per l’arte, e quello per il cinema, la tua magia.
Di te so come cucini, che lo fai a occhio; che ti piace usare le spezie, e che non senti gli odori.
Di te conosco come mangi, che è come vivi.

Conosco le tue carezze, i tuoi sguardi amorevoli, e quelli duri, di quando non sei d’accordo, e ti senti attaccato.
Di te so il tuo amore per le storie, perché la realtà non è mai bella come una storia raccontata.

Di te ho visto un pezzo d’anima.
Spero che la vita mi dia tempo e occasione per vedere anche tutto il resto.

RIVOLUZIONI

Alla fine, per essere una che detesta i cambiamenti, sono diventata piuttosto brava a cambiare.

Non vedo l’ora di affrontare nuove sfide, conoscere nuove persone, visitare nuovi luoghi.

Credo che sia arrivato il momento di prendere un aereo per un lungo viaggio, e, chissà, magari cambiare casa, di nuovo.
Oppure città.
Che so?

Mi sembra di avere voglia di cambiare vita.

Per ora cambio l’ordine degli armadi.
Da qualche parte si deve cominciare, no?

EVOLUZIONI

Ho provato prima curiosità, poi interesse.
Poi ammirazione.
Poi amore.
Poi adorazione.

Poi è toccato al dubbio.
Poi è venuto il sospetto.

Siamo poi passati al timore.
Al rimorso.
Alla paura.
Al terrore.

Oggi provo schifo.
Uno schifo senza se e senza ma.

INCANTESIMI

Non devo aver paura.
La paura uccide la mente.
La paura è la piccola morte che porta con sè l’annullamento totale.
Guarderò in faccia la mia paura.
Permetterò che mi calpesti e mi attraversi.
E quando sarà passata, aprirò il mio occhio interiore e ne scruterò il percorso.
Là dove andrà la paura non ci sarà ppiù nulla.
Soltanto io ci sarò.

Incantesimi a parte, chiederò anche aiuto.

Mi pare un bel cambiamento.

RETE DI SICUREZZA

Stasera, a meeting, ho smesso di fare la buddista ottimista, e ho parlato dei miei fallimenti, e della mia paura.

Dopo un istante erano tutti zitti, e sentivo la loro, di paura; paura per quello che raccontavo, nonostante omettessi i dettagli.

Stasera, a meeting, mi sono sentita circondata da persone che possono aiutarmi, starmi vicine e darmi non solo buoni consigli, ma anche presenza.
Ho gettato la maschera, e – come al solito, del resto – ha funzionato.

Stamattina una collega mi ha detto che sono più bella dell’anno scorso (evidentemente i chili in più erano ben nascosti) e che sto diventanto sempre più una donna con il viso rinascimentale.

(quest’ultima cosa, lo so, ti piacerà. E piace anche a me)