lacasadelsole

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Mese: ottobre, 2008

CORSI E RICORSI STORICI

Lo dice il buddismo, lo dice la psicologia (di vario tipo, per altro), lo dice il buonsenso.
Lo dicono tutti, insomma.

Se ti metti sempre nelle stesse situazioni qualcosa vorrà dire, no?
Qualcosa dovrai imparare, no?

Io, per esempio, mi metto sempre nella condizione di perdere.
Faccio operazioni di sabotaggio che nemmeno un guerrigliero colombiano.

Ecco, ora, adesso, oggi, vorrei capire che cosa sto cercando di imparare.
Poi vorrei impararlo.
Così, magari, posso smettere di trovarmi in situazioni emotivamente perdenti.

MASSI’

Diciamo che provo a restare in piedi.

Diciamo che ho deciso di farcela.

Diciamo che non voglio arrendermi.

Diciamo che ho ancora una pur debolissima speranza.

Diciamo che, se anche questa debolissima speranza dovesse morire, so di avere affrontato di peggio, e quindi credo di poter affrontare anche questo dolore.

Diciamo, però, che se il corpo non mi aiuta, allora sì che potrebbbero essere guai.

LA CADUTA DEGLI DEI
(c’è anche una parola tedesca lunghissima e bellissima per dire questa cosa, ma non so il tedesco)

Ci sono momenti in cui ho voglia di distruggere tutto.
Staccare le fotografie, imbiancare la parete della camera.
Buttare la macchina fotografica.
Ucciderti.

Poi, invece, ci sono momenti in cui mi prende la tenerezza, per me.
E per te.
Per noi, che non siamo riusciti a trovare una strada, pur volendo una strada.

Guardo l’orizzonte e ci vedo solo ombre indefinite.
Ma – lo so – è sempre così quando si guarda all’orizzonte.

Mi guardo intorno e vedo un corso completo per imparare lo spagnolo, un corso (due da ieri) di fotografia digitale, un manuale di photoshop, uno di yoga, uno di qi gong, e innumerevoli altri libri che mi possono aiutare a diventare una persona equilibrata; ho una plastificatrice, e presto avrò una stampante fotografica.
Ho un coro in cui cantare, una compagnia in cui recitare e un sacco di amici con cui uscire, e andare al cinema.

E butterei tutto questo a mare, se solo potessi riempire quel vaso, e farti provare quelle emozioni.

Non si può.
Cerco di non ostinarmi.
Ma vorrei tanto tirare giù le stelle, e oltre le stelle gli dei, e fare crollare tutto il mondo insieme al mio.

LA RABBIA
(e l’orgoglio)

Hai voglia a essere illuminata, o almeno a provarci.

Ad assumerti la responsabilità, o almeno a provarci.

La sensazione di essere stata usata è forte.
La rabbia per averlo permesso è bruciante.
Il bisogno che non sia così è tremendo.

E di nulla si può essere sicuri, mai.

BUONI SCONTO

Avevo un buono sconto da spendere in libreria, oggi.
13 euro.

Così sono andata in un centro commerciale, e ho comprato un manuale di fotoshop.
Poi ci ho aggiunto un librino sulla fotografia digitale (che fa compagnia al corso in cd-rom, mai nemmeno aperto che mi sarà costato un centinaio di euro).
Poi due romanzi francesi.
Poi l’ultimo di Montalbano.
54 euro, buoni sconti scalati.

Uscita da lì ho fatto un salto alla Coop, per farmi la tessera.
Così ho fatto la spesa.

Ora, a casa mia, campeggia una plastificatrice, per la quale ho sborsato 34 euro in supersconto.

Il fatto è che non ho bisogno di una plastificatrice, c’è da dirlo?
Ma non ho potuto farne a meno.
Mi sembrava indispensabile portarla a casa.
Possederla.
Anche se non ho niente da plastificare.

Ho il cuore a pezzi e una plastificatrice: che scambio incredibile…

(si accettano suggerimenti su cose da plastificare)

LEZIONI FONDAMENTALI

L’amore non basta.
Nemmeno quando è Amore.

Anche l’Amore si scontra con la paura, il dubbio, la sfiducia.
E perde.

Perde sempre.

C’è un attimo in cui ogni magia si infrange, in cui nel tuo sguardo vedo il vuoto, dove prima c’era il mondo, in cui mi rendo conto che non credi a me e al mio amore, non credi alle cose che dico.
Meno che mai alle cose che sento.

L’Amore, che tanto temevo, è rientrato nella mia vita.
L’ho fatto rientrare.
E ha perso.

Ha perso contro di me.
Contro le medicine che mi ottundono i sensi.
Contro le mie paure.
Contro la mia incapacità di essere intima.
Contro le tue paure.
Contro i tuoi sospetti.
Contro le tue ferite.

Ha combattuto una cortissima battaglia, Amore, e si è dichiarato vinto.

E io, che a dispetto di tutto ci ho giocato il cuore, mi trovo stasera con il cuore spezzato.
E senza ricette per non sentire.

Amore ha perso, contro di me.
Contro il mio passato.
Contro il mio modo di essere, così sbagliato.

Io ho ucciso l’Amore.
Non sono forse bravissima?

(e, diciamolo, aveva ragione lui, quando diceva che avrei rovinato sempre tutto; che non sarei mai stata felice; che non merito niente di bello dalla vita; che mi sarei illusa, e sarei rimasta delusa, ogni volta.
Ogni volta.
A partire da questa.)

‘Fanculo.
Tutto.

IN CONCLUSIONE

Non è stato perfetto.
Ci sono state incomprensioni.
C’è stata tensione.
C’è stata anche rabbia.

Ma è stato vero.

E sono felice.

SALDI
(risposta cumulativa ai commenti precedenti)

E chi se l’aspettava?

Anni di blog, e poi, con un solo post, numerosissime visite e parecchi commenti (credo che cinque sia il record, per me).

E tutti a dire, più o meno la stessa cosa.
Che comunque l’amore non ha prezzo, che comunque l’amore per essere tale deve essere Amore, che quello che ti dà l’Amore è totale, assoluto, inesauribile, inesprimibile.

Come no.

E infatti, qui non si dubita di questo.
Si riflette – soltanto – sul confine sottile tra amore e ossessione.
Confine sottile, spesso; sottilissimo, quasi sempre, per me.

Io ho passato interi anni a cullare l’Amore, in pensieri, parole, opere (e qualche omissione importante).
Io ho respirato l’Amore a scapito delle cene, dei pranzi, del sonno, della salute.

Io ci sono quasi impazzita, per Amore.
Io ci volevo morire, per Amore.

Io – sono superba – SO.
Lo so che cosa vuol dire: essere posseduta, portata via; spazzati ogni paura ogni riflessione, ogni pensiero da un sospiro, da una goccia di dolcezza.
Sono andata così vicina all’annullamento, in nome dell’Amore, che ho imparato a mie spese, sulla mia pelle quanto l’Amore possa essere pericoloso.

Io l’ho voluto, l’Amore.
L’ho inseguito, afferrato, pregato, sospirato, vissuto, perduto, riacciuffato.
E ho pagato, sempre di tasca mia.
Con sogni, speranze, illusioni, disillusioni.
E lacrime.

E poi l’Amore è diventato un ossessione.
E poi una malattia.
E non ci sono mai i saldi, quando si parla d’Amore.

E sono rimasta povera.

E ora, passo passo, torno a vivere.
E scusatemi se non voglio un Amore da favola, adesso.

Scusatemi.
Ma voglio anche solo un piccolo amore.

Ma che sia vero.

INNAMORARSI

Se ne parlava a pranzo, con la Chimica.

Mi diceva che forse lei non si è mai innamorata.
Nonostante un matrimonio, qualche fidanzamento, due figli.

E io mi sono ricordata di quando mi dicevo innamorata.
Di quella sensazione di gratitudine a Dio per averlo messo al mondo, per averlo fatto così.
E quella tremenda tentazione di lasciare la mia vita alle spalle, di metterla sotto i piedi, e di vivere soltanto quella che lui inventava per me.

Oggi – non so, credo di essere più saggia – mi sento di dire che non era amore, ma malattia.
Che se un amore ti fa stare male – o almeno più male che bene – non è amore, ma malattia.
Che se hai bisogno di sentire quel male per chiamarlo amore, non sei innamorata, ma malata.

Oggi voglio imparare a essere innamorata e stare bene.
E se devo rinunciare alla follia, all’estasi, al cuore in gola, per avere giorni di quieta felicità, sono pronta.

Desidero il miele, ma non più così tanto da annullare me stessa per averne un cucchiaio.

PASSWORD

Il destino delle mie password è ricordarmi i miei passati amori.

Combinazioni di lettere e numeri che appartengono alle vite di uomini che credevo di non essere in grado di lasciare, tanto meno di dimenticare.
Persone che pensavo avessero un posto eterno nella mia vita.

Così le mie password sono date di compleanno, soprannomi, modi di dire che appartenevano solotanto a noi.
Una sorta di lessico familiare che mi dà l’accesso a tutta la tecnologia a mia disposizione.

Ora, lentamente, alcune di queste password si stanno trasformando: stanno diventando sequenze di numeri e lettere senza significati nascosti, che non provocano più emozioni, o rimpianti, o rimorsi.

Ora devo fare attenzione, e scriverle da qualche parte, perché rischio di dimenticarle.