lacasadelsole

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Mese: gennaio, 2009

AGGIORNAMENTI

Scrivere è un po’ come mangiare andare in palestra.

Se lo fai tutti i giorni non riesci più a farne a meno, ma se smetti, almeno per un po’, riprendere è difficile.
Difficilissimo.

Per questo vedo il mio blog privo di visite e di post, e penso alle ore passate su internet in cazzeggio su facebook, o aggiornando Anobii, o surfando su Flick’r.
E mi rendo conto che in un qualche modo ho perso l’abitudine di mettere i miei pensieri sulla carta.

Forse, anche, non ho pensieri degni di essere riportati.

E’ LA CHIMICA, BELLEZZA

Al di là di ogni pensiero trascendente, a cui pure faccio riferimento con forza, è la chimica, a segnar el destino degli uomini.

Una pillolina, e il mondo è rosa.
Zero pilloline, e il mondo gira.

Per chi credesse nell’effetto placebo, per chi credesse che siamo fatti solo di anima, per chi credesse che "a me queste cose non capitano mai perché non è una pillola a cambiare il mio modo di essere", be’, credeteci: è la chimica a fare la differenza.

E poco – pochissimo – altro.

ATTENZIONI

Inutile negarlo.

Ho bisogno, continuamente, di attenzioni.

INVIDIA

Lei è alta, bionda, bella e magrissima.
Per anni ho cercato di convincere me stessa che la natura l’avesse ripagata rendendola quanto meno stupida, ma mi ingannavo.
Lei è alta, bionda, bella, magrissima e intelligente.

Piace a tutti.
Ha sposato un uomo ricco.
E’ riuscita a diventare giornalista (l’uomo ricco, fra parentesi, mi viene da pensare che c’entri qualcosa, dal momento che è anche piuttosto potente).
Non ha preoccupazioni.
Se la gode.
Passa la vita da una festa a un’altra, da un viaggio a un altro; credo che i suoi unici problemi siano decidere che scarpe mettere con quei gioielli.

Da sempre, anche quando sembrava stupida, che non c’era verso che riuscisse a farsi promuovere, nemmeno nelle scuole private, la famiglia era abbagliata dai suoi capelli biondi, dall’andatura da modella, dal sorriso luminoso.
Non aveva nemmeno bisogno di chiedere: tutto le era perdonato, solo in nome della sua bellezza.

Lei, nella vita, mi ha insegnato che la bellezza è un’arma, e che se sei bruttina, come sono io, hai mille problemi in più a ottenere le cose che una bella ottiene senza fatica, utilizzando soltanto un sorriso, o un gesto, o uno sguardo capriccioso.
Lei, nella vita, mi ha insegnato che non potevo essere la preferita di nessuno; nemmeno di mio padre, che solo a sentirla si illumina come una lampadina ad alto consumo.

Lei mi ha insegnato ad accettare i secondi posti (o anche i terzi, dal momento che in mezzo a noi c’è sempre stato suo fratello, anche lui Unto del Signore).
Lei, mi ha appena detto il mio genitore, è incinta.

Io devo cercare una famiglia adottiva, perché non posso nemmeno immaginare come tratteranno lei e l’erede, se già soltanto per gli occhi azzurri la trattavano come una dea.

Io sono cattiva.
E non mi piace.

GENNAIO

Per me questo gennaio è figlio dell’antidepressivo che sto per smettere di prendere.
Il mio corpo si risveglia, la mia mente anche.
E con corpo e mente si svegliano i dubbi, messi decisamente a tacere da quella meravigliosa e inquietante sensazione di indifferenza che mi attanagliava grazie alla Paroxetina.

E così non so mai bene se sto facendo bene o male, e anche se sto facendo così così.

Il butsu-dan mi guarda costantemente chiuso, perché non ho voglia nè la forza di guardarci dentro, che vuol dire guardare dentro di me, senza l’aiuto di qualcosa che mi sostenga nel caso in cui io veda cose che proprio non voglio vedere.

Ho la sensazione chiara di fare cose che dovrei evitare, di pronunciare parole che farei bene a non pronunciare, e di non andare in nessuna direzione.
E tutto questo con la certezza di non avere – nemmeno – una rete di sicurezza, nel caso io mi faccia male sul serio.

Nel calcio, i catenacciari dicono "primo, non prenderle".
Ecco: "primo non prenderle" mi pare la frase giusta per questo periodo.

LOLA CORRE

Evidentemente è tempo di riflessione su film.

Il pensiero di oggi è quello, confortante, che ogni singolo istante può cambiare completamente la vita di ciascuno di noi; può cambiare la vita e il destino; e insieme al nostro, anche quello di tutti quelli che incontriamo, o che non incontriamo a causa di quel singolo istante di troppo, o di meno.

L’altro, meno confortante, è che tutto – indistintamente – è sempre in movimento; ma così tanto che anche noi non siamo mai fermi, nè nei nostri pensieri, nè nei nostri desideri, nè nei nostri sentimenti.

Panta rei.
Nel bene.
Nel male.

SETTE ANIME

Lungi da me voler fare addirittura una recensione su questo blog.

Ma la storia di un uomo che dona la propria vita per espiare delle colpe, be’, mi è familiare.
Ed è liberatorio, a modo suo, farlo.

IL PESO DELLE COSE

Stamattina mi sono pesata.

Devo dimagrire.
Molto.
non si parla dei soliti due-tre chili del dopo-festività.
si parla di dieci chili accumulati, uno dopo l’altro, iin un anno difficile, in cui mi sembrava di aver bisogno di chili in più poer difendermi dalle tempeste della vita.

Ora sono costretta a trovare un altro modo per farlo.

SENTIRE

Ieri sera, grazie allo strumento Assistenza remota di Messanger, di cui nemmeno conoscevo l’esistenza, mi è stato riparato il computer, che ormai da un annetto aveva l’audio muto.

Ieri, per la prima volta da almeno un anno, ho passato l’intera giornata e serata a casa, perché non essendo esattamente in forma, non mi sono sentita di uscire.
Non mi sono sentita.

Dopo un anno, in cui le mie sensazioni sono state attutite, ho sentito con grande chiarezza che non avevo voglia di uscire nella neve, nel ghiaccio, nel freddo; ho sentito che sarei potuta stare a casa senza problemi; che non avevo nessun obbligo nei confronti di nessuno, non delle amiche che andavano al cinema, non di un essere superiore che mi obbligava a uscire per scappare da uno stato di sofferenza.

Ho finalmente sentito che andava bene così.
E l’ho fatto senza  l’ausilio della tecnologia e dell’assistenza remota.
Bello.

BRRRR

Sono un animale a sangue freddo.
Difficile che io abbia una temperatura superiore a 36, così a 37 sono spacciata, mi sento come se un camion mi passasse sopra.

Quando sto male – dentro – mi prende freddo, e non c’è coperta, té, calze di lana, bagno bollente che tengano.
Ne ricordo a decine di notti così, passate a tremare e piangere di paura, di dolore, d’amore.

Ora, che sono lontana milioni anni luce dal dolore d’amore, mi prendono crisi ipotermiche, in cui tremo e mi addormento di botto, ovunque io sia, a letto, o in auto, o sul divano, o dal notaio, quasi, come ieri.

Mi sono misurata la temperatura, e il termometro segnava 34,6.
La cosa comica è che quando lo dico non ci crede quasi nessuno.
E quasi nessuno crede a quanto si sta male, quando capita.

Ora a forza di caffè, cibo, e movimento mi sono stabilizzata su temperature umane.
Il sole splende nel cielo, nonostante il ghiaccio per terra, e il cuore batte regolare: non troppo lento, non troppo veloce.