lacasadelsole

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Mese: marzo, 2009

LIRYCS

Le incomprensioni sono così strane
sarebbe meglio evitarle sempre
per non rischiare di aver ragione
ché la ragione non sempre serve.

POTENDO

Potendo, farei tornare indietro il tempo, spesso.

A volte di anni, a volte di giorni, a volte di soltanto pochi secondi.
Per dire le cose giuste, fare le cose giuste, essere la persona giusta.

Invece mi trovo a correre dietro i cocci, frutto della mia disattenzione e del mio egoismo.

A volte l’Attack non basta.
Anzi, con i cuori non basta mai.

TWO LOVERS

Uno va al cinema per passare una serata rilassante, e invece vede messe in scena tutte le proprie debolezze e le proprie meschinità.

Per cui, anche la sera che vuole non pensare, che ha deciso di non pensare, si sente richiamare dalla stessa voce che da anni le ripete che è egoista, egocentrica, un buco nero di energia.
E che la invita a dare e a non chiedere, e ad amare e a non chiedere amore.

Tutto questo che viene a galla per un film.

Evidentemente un bel film.

MAGREZZA MEZZA BELLEZZA

Venerdì, al culmine di un momento di crisi che era almeno un anno che non provavo, ho ricevuto una telefonata dalle mie adorate "ziette".

Ziette che nell’ordine volevano sapere:

come stavo (sottinteso: dobbiamo pure trovare una scusa per chiamarti, no?);

perché mi ostino a vivere la mia vita invece di fare la balia al genitore pieno di acciacchi (sottinteso: che poi dobbiamo occuparcene noi e non abbiamo un cazzo voglia);

se stavo ingrassando o dimagrendo (sottinteso: sappiamo da fonte certa che sei una cicciona lardosa, e sai benissimo che questa cosa ci fa schifo, infatti eri bella quando pesavi 50 chili, ti imbottivi di pillole, non ti si poteva guardare negli occhi che cominciavi a piangere ma almeno le gonne di calzavano a pennello, per non parlar dei pantaloni).

A volte affermo di voler essere nata orfana, e la gente mi guarda strana, come se dicessi una bestemmia.
Io vi sfido: crescete con una padre come il mio, che ha sorelle come le sue, con cugini come i miei, poi mi raccontate com’è liberatorio il pensiero di essere figlia di nessuno.

(cambiato template, cambiato il colore dei titoli)

ALTERNATIVE

A me fare le pulizie fa bene.
Ha un potere dirompente di farmi pensare ad altro, anzi, di più: mi fa essere risolutiva, propositiva.
Quasi positiva.

La rivelazione di oggi è che non c’è mai una strada sola, e non c’è una verità sola.
E che dopo due interi giorni di paralisi emotiva ed emozionale, si è affacciato un pensiero rivoluzionario.

Potrebbe esserci un altro modo, potrebbe esserci un’altra strada.

Anzi.
C’è sicuramente un altro modo.
C’è sicuramente un’altra strada.

A costo di costruirla io, la troverò.

COSE BUONE E GIUSTE

Ho una parte di famiglia, la parte restante, per essere precisi, che è convinta di avere la verità in tasca.
Quando c’è un dubbio, li vedi che scuotono le tasche e ZAC! ne viene fuori una pillola di verità indiscutibile, di quelle che mettono i puntini sulle i, e se non la pensi così se fuori dal giro.

Ecco.
Io ho fatto la stessa cosa per un sacco di anni, e sempre, SEMPRE, l’ho fatto quando non ero sicura di avere ragione, perché quando sono sicura di avere ragione vado dritta per la mia strada, senza fare tante storie né tanti proclami.

E quindi, oggi che sono sicura di qualcosa, anche se non so bene di cosa, non è che sto a proclamarlo al mondo.
Ma la lezione che ho imparato (che ho reimparato), può essere riassunta così: non tutto ciò che è bene è bene, non tutto ciò che è male è male.

E fanculo tutto.

VAMPIRI

I vampiri esistono, e io ne conosco uno.

Ed è molto più pericoloso di quelli dei film.

CHE POI…

Che poi, non fossi malata, o pazza, o morbosa, non starei qui a sfruculiare.

Accetterei chi sei, chi sei stato; chi sono, chi sono stata; e prenderei una decisione e una direzione chiara, e univoca.

Invece sento il male che striscia, la tentazione di rivedere tutto alla luce di un indizio, di rovinare, sporcare, imbrattare ogni ricordo (così belli i ricordi) per liberarmi di te.

Perchè non sei adatto, e se quella è la prova di ciò che penso (e lo è, dannazione, lo è), allora non lo sei mai stato, nemmeno per un attimo.

Sempre bravo con le parole; mai con i fatti.
Come me, direi.

E allora, se leggessi, ti direi vieni da me, o chiamami; prendimi tra le braccia, cullami, stringimi; fammi dimenticare, fammi non pensare.
Soprattutto: fammi non pensare.
Fammi vivere.
Fammi sognare.

Come tu solo sai.

EVIDENZA

Quindi lei è una con un bellissimo culo (ma valutare un culo non vale, perché photoshop fa miracoli), e poco altro di valutabile, dato che la foto, di lei, ritrae soltanto una parte (e che parte).

Ma in una delle immagini, così, quasi nascosta, vengono fuori le mani, anzi: una mano.

Di quelle mani vidi uno studio, anni fa.
Ne notai le dita lunghe e affusolate, le unghie curate con lo smalto trasparente, un anello d’oro all’anulare.
E un altro anello, strano.
Trasparente, di vetro (o di plastica?) portato in modo particolare; non scende oltre la nocca, infatti.

Come in quella foto pudicissima, così in questa, molto meno pudica.

Ora.
Non è che ci siano parole, no?
Non è che io possa rimproverare qualcosa, no?
Ma l’ammissione, data l’evidenza, mi parrebbe positiva.
Così me la levo dalla testa questa cosa, e via.

(e poi, ti ricordo un pomeriggio al computer mentre facevi un lavoro infame utilizzando photoshop per cancellare gli anelli di una delle tue modelle, perché "gli anelli rendono riconoscibili le persone".
Parole tue.
Evidentemente dimenticate)

Che rabbia.
Continuo a pensarci.
Continuo ad arrabbiarmi.

SAI?

Non dimentico mai un anello, anche se lo vedo una volta sola.