lacasadelsole

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Mese: aprile, 2009

DELLA DOMENICA POMERIGGIO

Surfando qua e là, mi imbatto nella vitazione di Banana Yoshimoto, e mi pare adatta.
Magari non per questo oggi, non per domani, non per questo periodo – o forse anche – ma mi pare adatta in assoluto.
Perfetta nella sua crudeltà e nella sua verità.

"I periodi e le stagioni finiscono, le cose cambiano indipendentemente dalla nostra volontà ed entriamo in una voragine che ci pare senza uscita.
Il dramma è che, spesso, ci entriamo prima che le cose sia realmente finite e contribuiamo alla loro morte."

"Tutti di solito sono convinti che le persone si separino perchè una si è stancata dell’altra, per propria volontà o per volontà dell’altra persona.
Ma non è così.
I periodi finiscono, come finiscono le stagioni.
Semplicemente.
E’ una cosa su cui la volontà individuale non ha alcun potere.
Viceversa, si ha la possibilità, fino a quando verrà quel giorno, di godere ogni momento."


"

IL BUCO NERO

Più persone hanno provato a dirmelo, e ci hanno sempre azzeccato.
Che darmi attenzioni e affetto è come versare dell’acqua in un vaso bucato: non basta mai.

La verità ci si avvicina molto.
Sento dentro di me una specie di buco nero che assorbe allegria, felicità e amore, lasciandomene sempre, cronicamente, priva.

Come se – davvero – nulla bastasse mai.
E, infatti, nulla è bastato.

Non mi sono bastati anni di amore eccezionale, e davo la colpa alla situazione morbosa e malata dell’epoca, cancellando dalla mia mente e dalla mia visione delle cose ogni singolo gesto di affetto e generosità, con la scusa dell’Altra.

Non mi sono bastati anni di un amore raro, di una persona rara, il cui amore sono riuscita a esaurire usando i miei mille trucchi per simulare e dissimulare, fino a nascondermi completamente: fino a che non sono stata amata più; e davo la colpa alla lontananza geografica e anagrafica, quando invece ero io, che mi mettevo fuori dalla portata di questo amore.

Ora, che sono più o meno da sola, che devo badare a me stessa e alle mie energie sempre insufficienti, mi rendo conto che non appena mi fermo un istante il buco nero incombe, e rischia di inghiottirmi.
Per difendermi vado a dormire, di solito.

Quindi, volendo definire la mia vita, questa sarebbe la definizione di questo tempo.
Metà del tempo la passo "fuori" di me, a scappare dal buco nero: e così cinema, teatro, canto, meeting, uscite.
Metà del tempo la passo in stato di incoscienza, a rincoglionirmi davanti al computer o a dormire.

Non so quanto possa durare, ecco.
Temo di essere raggiunta, e inghiottita.

GIURISPRUDENZA

Io la giurisprudenza la odio.

Intanto perché è scritta in una lingua brutta e sgraziata, che ci capiscono soltanto gli addetti ai lavori, e poi perché sempre, come Renzo nei Promessi Sposi, mi sento che è fatta per fregarmi, e non per agevolarmi, mai.

Così sono alle prese con un atto notarile e un regolamento di condominio, e francamente, mi girano le scatole.

NODI

Non sempre, non spesso, ma a volte, sì, mi capita.

Mi capita, come oggi, a un certo punto della giornata (una bella giornata), di sentire un nodo in gola, un pugno puntato nello stomaco, a ricordarmi che cosa ho avuto nella vita e che cosa non ho più.

A ricordarmi chi sono stata capace di essere, che cosa sono stata capace di fare, che cosa mai, mai, mai più potrò aggiustare, sistemare, recuperare.

Brutti momenti, quelli così.

Poi, per fortuna, alzo la testa e guardo avanti.
(magari non troppo avanti, e magari non ci riesco subito, e magari non alzo del tutto la testa, ma, sai?, sempe meglio di nulla)

ETICHETTE

Così, a volte, spesso, do un’etichetta alle cose, così posso parlarne, e scriverne, e riconoscerle, anche.

Le cose.
Le persone.
Il sentire.

E so bene quanto sia infantile, e sciocco, e stupido, e inutile.
Ma spesso faccio così; per fare ordine, credo.

Come in quel film, ricordi?
"Anche questa è fatta".
L’etichetta per me è così: "anche questa è fatta", e posso pensare ad altro.
Anche se poi, invece, non penso mai ad altro, anzi.
Analizzo, scavo, penso.

"Non serve", dici tu.
"Sei di terra; sono fatto d’aria".

E io so che non serve, e so che sono fatta di terra,e so che sei fatto d’aria.
E so che una cosa è bella a prescindere dal suo significato.
E so che una rosa è una rosa, e sarebbe una rosa anche si chiamasse in un altro modo.
(Forse.
E se invece se si chiamasse in un altro modo non fosse più una rosa?)

Ma so che se morissi oggi, porterei con me un bel sentimento, un bel pensiero, un bel ricordo; che non ha nome, che non ha definizione, ma che è bello.

Che sono io.
Che sei tu.
Che siamo stati noi.

(Spero di non morire oggi, e di costruirne altri, di ricordi così)

Che so?
Forse è questo che ti volevo dire?

BILANCIA KARMICA

Funziona più o meno così.
Tu muovi una pedina nell’universo, e attraverso di esso ti tornerà indietro la stessa forza, uguale e contraria, che hai mosso tu.
Quindi se tiri uno schiaffo, ti tornerà indietro uno schiaffo.
Il trucco è che non accade subito, non è facile da interpretare, non ha un significato univoco, e magari reclamerà la tua attenzione dopo anni, che allo schiaffo dato nemmeno ci penserai più.

Il fatto è che tu dimentichi; lo Spirito che anima tutte le cose, invece, no.
Per nulla.