di Calexandrìs

O TEMPORA, O MORES!

Io, nella vita, ho letto un sacco di libri.

Tutte le volte che apro la mia pagina di anobii, a vedere la cifra di libri caricati, avendo la consapevolezza che sono una sola parte dei libri che ho incontrato nella mia vita, un po’ me la godo, e un po’ me la tiro.

Non sapevo, almeno fino ad oggi, che cosa mi abbia spinto a divenire una lettrice così famelica ed accanita.
Credevo fosse passione innata, una cosa karmica, o un merito personalissimo.
Non lo sapevo, ma oggi l’ho scoperto.

Si lamentavano, i miei ragazzi di quarta, oggi, del passaggio al digitale terrestre.
Si lamentavano della spesa da fare per adeguare il televisore.
O meglio: I televisori.

E così ho scoperto che in quella classe (ma credo anche nelle altre, a questo punto) la media dei numeri di televisori per casa è quattro, quanto la media dei componenti delle rispettive famiglie.
Quindi, ricapitolando: quattro in famiglia, quattro televisori.
A volte, addirittura, tre in famiglia, quattro televisori (per capirsi: cucina salotto camera dei genitori camera del figlio).

Così ho raccontanto loro che a casa mia il televisore è sempre stato uno.
Quando eravamo in tre, quando eravamo in quattro, che era venuto a vivere con noi mio cugino, quando eravamo in cinque, che era venuta a vivere con noi mia nonna.
Un televisore e mio padre che lo comandava.
Un televisore e a letto, in stagione scolastica almeno, tra le nove e mezza e le dieci.

Uno studente, timidamente, mi ha fatto notare che sicuramente i miei genitori non mi mettevano davanti al televisore per farmi stare buona, mentre con lui (con loro) sicuramente l’hanno fatto sempre.
E me lo diceva senza esserne contento, va detto.

Alla fine, mi sono resa conto che ho visto pochi film quando andavo a scuola e quando vivevo in famiglia.
Ma ho letto un sacco di libri.

E secondo me è stato uno scambio equo.

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