di Calexandrìs

INCANCELLABILE

Nel 1990, in piena febbre da Mondiale, Torino si dotò di uno stadio nuovo di zecca.
Lì ci giocarono i mondiali e molti campionati di calcio; ci fecero molti concerti (a uno, di Vasco, ci andai anche io a provare l’emozione del prato) e un sacco di meeting di atletica (e ci vidi Bubka saltare).

Oggi, passando davanti allo stadio, mi sono resa conto che, semplicemente, non c’è più.

L’hanno preso, e smontato, pezzetto per pezzetto.
Ci sarà qualcos’altro al suo posto: sicuramente un’arena per spettacoli musicali, o qualcosa di simile.

Passando davanti al Delle Alpi, quindi, si tornano a vedere le Alpi, il cielo; tutte cose che prima erano oscurate.

Ora, passando, ci pensavo: se in tre mesi si smonta uno stadio, io sono in grado di cancellare qualsiasi cosa.

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