di Calexandrìs

FAVOLE

C’è quella che il moroso l’ha trovato tra Cuba e Firenze, e tra otto mesi si sposa.
C’è quella che il moroso l’ha trovato a scuola, unico uomo guardabile tra gli insegnanti di matematica (delle medie, poi) e che oltre a essere ricco è così disponibile all’impegno che dopo tre mesi sono già alla convivenza conclamata.
C’è quella che stasera ha un appuntamento con uno che si è scapicollato giù dalle montagne per darle soltanto un bacio, e già pensano alle bomboniere.

Ci sono io, poi.

Tu, un tempo, dicevi che se dici e pensi "trombare", qualcuno ti tromberà e basta, saltando tutto quello che viene prima e soprattutto tutto quello che viene dopo.

Ora, io mi domando a che cosa caspita penso io, se dopo anni sono sempre qui, punto e a capo.
Io, dopo questi anni di punti e a capo, che se penso a certe serate, a certi viaggi, a certi momenti, a certe cose che ho detto e fatto e che mi sono sentita dire e vista fare mi viene tenerezza, e se potessi mi abbraccerei e mi consolerei per ogni volta che mi sono accontentata di meno del minimo sindacale, di meno di una briciola d’amore.

Io, sì, vorrei la favola.

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