di Calexandrìs

RESOCONTI

Oggi sono tornata in montagna, dopo quasi un anno, giusto per scoprire che sono al livello dell’anno scorso – anzi un po’ peggio a essere sincera – pesante, poco agile zero fiato.

Ma si è riso tanto, e poi ho scoperto di avere tanta testa: lì dovevo arrivare e, nonostante la fatica, lì sono arrivata, che poi è l’unica cosa che conta, in montagna e nella vita.

Ieri sono andata a trovare una neo-bambina, e non mi ha emozionato come tutti si aspettavano, quindi sono decisamente al riparo dall’istinto materno, che è sempre una bella soddisfazione.

Oggi ho reso lucide le piastrelle del bagno, che detta così sembra che non abbia senso, invece ne ha molto più di quanto uno immagini.

Sempre oggi, con il Platinum di Vasco nello stereo dell’auto, ho ascoltato Sally per la prima volta in vita mia e non ho pianto, che è un passo avanti.

Insomma, alla fine sono tutti bei concetti.

Oltre ai bei concetti, poi, ho scovato un pezzo di colonna sonora perfetta per il giorno e il momento, con la strada che correva e le montagne che mi circondavano, e io che cantavo incurante dell’intonazione, di chi potesse vedere o degli angeli che mi guardavano benevolenti dalle nuvole.

E ho guardato la televisione
e ho avuto come l’impressione
che mi stessero rubando il tempo
e che tu
che tu mi rubi l’amore
ma poi ho camminato tanto
e c’era tanto sole
e non ho più pensato a tutte queste cose.
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