di Calexandrìs

FELICI PER INTERPOSTA PERSONA

Serata davanti al computer, e mi guardo la prima serie d Grey’s anatomy.

Non so bene perché, ma  questa serie proprio mi piace, e ci trovo dentro tutto quello che riesco a metterci, e sono una che ci mette un sacco di roba.

Oggi si parlava di memoria, smemoratezza, perdita di memoria.
Insomma, Grey’s, se di là ci si potesse portare qualcosa, me lo porterei.

Come mi porterei la storia di Christina e Burke (quella di Meredith no, perché lei è davvero una gatta morta, e le gatte morte mi stanno cordialmente sulle palle) che è un fatto tutto di pelle e cervello, e sono due analfabeti affettivi che però insieme riescono addirittura a provare a volersi bene.

La cosa più notevole, comunque, è stata la puntata quattro, con quella coppia che sceglie di far vivere lui del tempo in più, in cambio, però, della perdita della memoria.
Deve essere terribile se una persona che ami ti guarda in faccia e non ti riconosce più.
Se non ricorda più qual è il tuo colore preferito, o dove vi siete visti la prima volta; quello sguardo che ti ha  fatto sciogliere e altre amenità del genere.
Terribile per chi ricorda, perché se non siamo visti, riconosciuti, allora a tutti gli effetti non esistiamo, a voler essere filosofi.

Ed è anche terribile per lo smemorato: è come se uno venisse resettato; e ci si chiede che senso ha la vita, se togli la memoria di quello che sei.
Che senso ha l’amore, anche, se togli la memoria di quello che si era insieme.

Io, oggi, per una persona che amo, lo scambio lo farei: tu in cambio di me; ci sto.
Vivi e cancellami; che se sei felice tu, se stai bene tu, allora, in uno strano modo comprensibile solo agli angeli e ai pazzi, allora sto bene anche io.

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