di Calexandrìs

SONIA

Per te mi sono anche inventata una Sonia.

Nel senso che mi sono inventata questa storia, che tu avresti potuto avere con una Sonia qualunque.
Poi, qualunque per modo di dire.

Sonia era belloccia, e giovanerrima.
Ventinove anni o giù di lì; attrice.
Capelli castano chiari, con qualche riccioletto biondo; gli occhi verdi da bambina, enormi.
Sonia ti guardava con ammirazione e amore sconfinati, che sentiva di essere arrivata a casa, un posto caldo, illuminato bene.
Tu, invece, la guardavi con il tuo sguardo carezzevole che ogni donna interpreta a modo suo, ma che più o meno suona sempre come "non avrei mai più pensato che sarebbe arrivata di nuovo una cosa così nella mia vita; il cuore ha ripreso a battere, e mi innamoro di nuovo, grazie a te che lo rendi possibile".
Uno sguardo irresistibile, si capisce.

Sonia, nella mia testa, è stata la tua storia ideale, di quest’estate.
E’ stata la storia che ho sperato per te, dal momento che ti ho fatto anche male, e avevi bisogno di una storia nuova, giovane, bella e semplice.

Non ho mai immaginato come potesse finire questa storia inventata.
Forse ho pensato che potesse durare per sempre.

Insomma, per dirti: ho sperato per te cose belle, bellissime.
E le spero ancora.

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