lacasadelsole

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Mese: gennaio, 2010

DISCERNIMENTO

Domenica ricca di discernimento.

Per esempio ho imparato a discernere l’amore dal bisogno, scoprendo che se un uomo anziano ed egoista dice di volerti bene quando soffre molto e invece non ti guarda in faccia non appena sta un po’ meglio, forse quella prima espressione non aveva a che fare con l’amore.

Ma, più importante, è l’aver sentito che l’amore serve a me provarlo, piuttosto che riceverlo.

Perché, si sa, i cani non fanno miao.
Mai.

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IL VASO DI PANDORA

La terapia si sta trasformando nell’apertura del vaso di Pandora.

Se sopravvivo alle scoperte che faccio ci risentiamo naviganti.

SSSSSH

Sono ancora sotto l’influsso della buona giornata di sabato, e vorrei conservarlo il più a lungo possibile, così mi alleno a non pensare.
Così, però, non scrivo.

Per ora, ovvio.
Poi, magari, mi trovo che scrivo cose belle, che ne so?

Non ci si libera di una cosa evitandola, ma soltanto attraversandola.

SORPRESA!

Ci sono giorni che iniziano sotto una pessima luce, in cui ti aspetti fini e lacrime, e dolore e sofferenza.

Allora ci entri dentro in punta di piedi, che non sai se avrai mai la forza di uscirne.

Poi, all’improvviso, ti trovi davanti una donna giapponese che con accenti marziali ti incita a smetterla con le menate e a fare il primo passo, a metterti in prima fila, a smettere di aspettare che qualcuno faccia qualcosa per te, dal momento che puoi farlo tu.
Poi, all’improvviso, ti rendi conto che le questioni di principio hanno un peso pari a zero rispetto a quello della realtà.
Poi, all’improvviso, ti rendi conto che hai letto un sacco di libri e forse non sai vivere, e che vivere a volte è più semplice di come tu creda o abbia sempre creduto, perché questa vita ha a che fare con il sole, il cibo, le risate, il teatro, la musica, il ballo.

Così capisci che le cose concrete, quelle che puoi toccare leccare annusare, hanno un fascino che nemmeno tutta la letteratura del mondo potrà avere, perchè esistono.

E così – sorpresa! – ti accorgi che non importa avere ragione, o essere nel vero, o fare un ottimo ragionamento, ma basta che funzioni.

E funziona.
Funziona, se Dio vuole.

DISILLUSIONE

E’ incredibile che io ci sia cascata ancora.
E anche che faccia così male.

QUANTO COSTA?

Indago, stasera, tra me e me, sui prezzi che sarei disposta a pagare per ottenere cose belle e piacevoli nella mia vita.

Per esempio quanto sarei disposta a pagare per una storia d’amore che mi dia serenità?
Non una di quelle che ti strappi i capelli, intendiamoci; una storia normale, che ti faccia sorridere spesso.

Mi piacerebbe sapere qual è un prezzo ragionevole per una cosa così.
Per esempio per una storia così potrei lasciare la mia casa, forse anche la mia città; ma non farei mai la pendolare. Mi rendo conto che è una cosa stupida, ma io non vorrei vivere una vita in cui mi devo alzare alle cinque per andare a lavorare: l’amore si consumerebbe in due settimane, e rimarrebbe il rancore, la stanchezze, il malumore.

Perchè c’è un limite oltre il quale noi non siamo più noi; e allora recitiamo una parte, e poi ci stanchiamo, il nostro io per non morire soffocato bussa violentemente alle porte del nostro cuore e mandiamo tutto all’aria: ecco cosa è capace di fare un io che non respira.

Io potrei rassegnarmi a cucinare e mangiare in modo regolare due volte al giorno, ma non rinuncerei nemmeno a uno dei miei mille fischia libri per amore; e lasciatemi tempo ogni giorno per leggere, perché preferisco restare digiuna piuttosto che non leggere.
In cambio ti do, che ne so? le vacanze in montagna; ma tu dammi una libreria ampia e un lavoro vicino a casa che se non dormo divento insopportabile.

Ecco, io sono una che fa di questi calcoli, e probabilmente questo significa che non ho mai amato nessuno con il cuore completamente aperto, perchè il cuore completamente aperto non fa calcoli ma versa soltanto amore e basta.

Però – io credo – anche il cuore di chi ama davvero si chiude dinanzi a un prezzo irragionevole da pagare.
Ma quanto è un prezzo ragionevole per viver sereni?

VIA TUMBLR

La maggior parte delle persone non sa amare né lasciarsi amare, perché è vigliacca o superba, perché teme il fallimento. Si vergogna a concedersi a un’altra persona, e ancor più ad aprirsi davanti a lei, poiché teme di svelare il proprio segreto… Il triste segreto di ogni essere umano: un gran bisogno di tenerezza, senza la quale non si può resistere

Sandor Marai

PIU’ O MENO COSI’

Più o meno accade che mi sto rendendo conto di avere sempre atteso l’amore di un uomo che non poteva darmelo perché non l’aveva, l’amore.

Ora accade che questo uomo stia gocciolando via da questa vita, un’ora dopo l’altra, un giorno dopo l’altro, e che nulla lo richiami qui, nella vita dei vivi, perché ha un cuore freddo vuoto e anaffettivo, e invece per vivere nella terra dei vivi ci vuole un cuore caldo, che non ha paura di rischiare di star male, e che è capace di aprirsi agli altri.

Così accade che io stia elaborando due lutti contemporaneamente:
quello del padre che non ho mai avuto e che ho sempre pensato fosse nascosto da qualche parte mentre banalmente non c’è mai stato;
quello del padre che sto perdendo, che non è quello che volevo ma che è quello che è.

ANCORA?

Ho la solita fame di braccia che mi circondino, di una voce che mi rassicuri dicendo che va tutto bene, e che non devo pensarci io.

Potermi abbandonare e farmi scegliere.
Potermi abbandonare e lasciar scegliere gli altri per me.

Invece.