lacasadelsole

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Mese: febbraio, 2010

STORIE

Allora c’è questa ragazza, di cui non sono amica per altro, che ha una storia a distanza (parecchia distanza) da tre anni.

Da un paio di settimane lui si dice "non sicuro" della loro relazione.

Così, dopo mesi – dico mesi – che non si vedevano e dopo che lui ha saltato il compleanno di lei nell’aprile scorso perché l’aereo costa troppo (sic), questo ragazzo ha preso un aereo per vederla un 24 ore scarse.

Io mi sono stupita della correttezza dell’uomo (to’, un uomo; uno che prende una decisione [ti lascio] e te lo viene a dire in faccia, mica roba da niente) e pur non stimandolo affatto mi sono messa alla finestra a guardare quello che succedeva.

Be’, è successo che l’"uomo" è andato da lei, ha pianto tanto e ha continuato a dirsi "non sicuro"; mentre lei ha pianto tanto e basta.

Ora lui è su un aereo che torna a casa, e lei è a casa con il mal di stomaco senza sapere nulla del suo futuro, e meno ancora del loro futuro.
Per esempio se ne hanno uno, che non è un dubbio da poco.

Se lei fosse mia amica le direi – molto semplicemente – che nelle storie a distanza l’affermazione "non sono sicuro" ha sempre un nome e un cognome; di solito femminili; di solito con grandi tette e una certa passionalità.

Ma non è mia amica, e i miei pensieri me li tengo per me.

TUTTA LA VITA DAVANTI

Mi sono svegliata vecchia.

La sensazione del tempo che scorre, e io che corro corro e non riesco a fermarlo; che non sono ancora mai stata in America, che non ho visto la Cina, che voglio andare in Africa e capire se mi viene nostalgia della casa degli avi.

La sensazione di avere ancora tutto da fare e di non avere più tutta la vita davanti per farlo.

La sensazione di essere troppo vecchia per dimagrire, per diventare ordinata, per imparare bene l’inglese, per fare la pianista, per fare buone fotografie, per smettere di dire parolacce.

La sensazione di essere troppo avanti per invertire rotta.
E volerla invertire, invece.

E sentire tutte le ancore e i legami, e i pensieri senpre pensati che mi tengono, mi soffocano, non mi fanno vivere.

E odiare i sorrisini di quelli che mi guardano come fossi giovane, e invece giovane non lo sono più.

COMPAGNIA TEATRALE 2

Alla fine, la polemica ha dovuto essere messa a tacere a favore dello spettacolo, ieri, che è riuscito benissimo.

Risate, preoccupazioni, divertimento, soddisfazione.

Poi, alla fine dello spettacolo, ognuno degli altri è andato via con qualcuno.

Ognuno degli altri.

Appunto.

NON VA BENE

Certe cose, al di là dell’impegno che ci metto, al di là dell’atteggiamento, al di là di ciò che profondamente so, quando le vedo mi spezzano il cuore.

Cazzo.

CONGIURE

Parole in prestito, ancora.
Che male, però.


Che tu non mi abbia mai amata, ora, non conta granché.
Forse io sì, io ero davvero innamorata di te, anni fa. 
E forse quel leggero, insignificante dolore tra il cuore e l’anima che sento ora è la nostalgia di quello che ero, di come ero bella mentre, tra le tue braccia, pensavo di essere, in qualche modo, salva
.

“Ever tried. Ever failed. No matter. Try Again. Fail again. Fail better.”

(S.B.)

CORREGGENDO

La cosa che più mi preoccupa è questo effetto "Grande fratello".

Fino a qualche anno fa mi arrivavano ragazzi che parlavano male, e scrivevano peggio, ma che dicevano – o provavano a dire – cose comprensibili.

Oggi, invece, parlano e scrivono tutti come quelli del Grande fratello, che riescono a passare ore e giorni e ore e giorni, parlando a vuoto, senza dire nulla.

Ecco la mia paura: vivere in un mondo in cui la gente parla senza dire, senza avere idee, senza nemmeno capire che non stanno dicendo nulla di anche soltanto minimamente comprensibile.

TROVARE LE PAROLE SU TUMBLR (2)

“Quando sono triste mi compro un giocattolo nuovo. Quando sono disperato, uso le persone, in special modo quelle che mi vogliono bene. Mi appoggio a loro per tirare a campare. Le sfrutto per coprire gli strepiti dei mostri che mi inseguono. Mi dedico a loro con tutto lo slancio e l’entusiasmo possibile, in modo da non avere tempo di pensare alle mie rogne, di non guardare le rovine che mi lascio dietro. Cerco di farle innamorare di me, per essere ricordato e, un giorno, pianto. Quando mi amano, metto in discussione la loro intelligenza e della loro capacità di capirmi perché, se fossero intelligenti e se mi conoscessero davvero, non dovrebbero amare uno come me. E a quel punto dubito e mi angoscio e divento insofferente e mi viene da chiedermi perché sto sprecando il mio tempo (che sento essere tanto limitato) a essere infelice, invece di impiegarlo nella ricerca della felicità. Che è sempre dietro il prossimo angolo. O il prossimo. O quello dopo ancora.”

TROVARE LE PAROLE SU TUMBLER (1)

"Mi piacerebbe che la felicità fosse liscia e priva di asperità, ed elegante, come la scena di un film girato da un signor regista e da un maestro della fotografia. Io vorrei essere così, camminare felice e spensierata per le strade di un’elegante metropoli, con il sottofondo di una musica molto figa. E non è che non abbia momenti così: li ho sì, momenti nei quali cammino per le strade, e vedo la vita in rosa, e mi sento piacevolmente ebete.
Anche se, forse, quel momento lì, abbastanza ebete, ce l’ho quando capisco che il mio interesse per qualcuno è ricambiato: trattasi della famosa “felicità degli inizi”, ben nota  ai seduttori, che proprio  in nome di quella felicità, effimera, non se la sentono di sporcarsi le mani con la realtà.
Perché, nella realtà quotidiana, soprattutto per noi autolesionisti, la felicità vuol dire alternarsi di momenti di luce a momenti di fatica bestiale, paura di mostrarsi per come si è, paura sostanziale dell’intimità con l’altro, spavento di fronte alla suddetta intimità, che viene vista come rischiosa, tradursi dello spavento in aggressività e scazzi, nel proposito di rendersi insopportabili all’altro, voglia di mollare tutto, la sensazione di sollievo perché, finalmente si è vicini a ciò che si desidera, alternata all’angoscia nel fare i conti con i fardelli del passato, la stanchezza, il pensare che è una gran fatica, provare a costruire qualcosa di nuovo."

 

RIVELAZIONI?

Il costo è alto, ma lascia perle di saggezza inaudite.
Per esempio questa:


In amor, vince chi fugge.

Chi l’avrebbe detto mai, vero?

(La rivelazione, credo, sta nel comprendere che il fatto che fugga non rende necessariamente interessante un mediocre; e che il fatto che non mi ami non rende necessariamente intelligente uno stupido.
E che in amore ho sbagliato praticamente sempre tutto.
E che adesso non ho più voglia di amori malati complicati e dolorosi.
Ma voglio sole, luce, calore, risate e serenità)