di Calexandrìs

TROVARE LE PAROLE SU TUMBLER (1)

"Mi piacerebbe che la felicità fosse liscia e priva di asperità, ed elegante, come la scena di un film girato da un signor regista e da un maestro della fotografia. Io vorrei essere così, camminare felice e spensierata per le strade di un’elegante metropoli, con il sottofondo di una musica molto figa. E non è che non abbia momenti così: li ho sì, momenti nei quali cammino per le strade, e vedo la vita in rosa, e mi sento piacevolmente ebete.
Anche se, forse, quel momento lì, abbastanza ebete, ce l’ho quando capisco che il mio interesse per qualcuno è ricambiato: trattasi della famosa “felicità degli inizi”, ben nota  ai seduttori, che proprio  in nome di quella felicità, effimera, non se la sentono di sporcarsi le mani con la realtà.
Perché, nella realtà quotidiana, soprattutto per noi autolesionisti, la felicità vuol dire alternarsi di momenti di luce a momenti di fatica bestiale, paura di mostrarsi per come si è, paura sostanziale dell’intimità con l’altro, spavento di fronte alla suddetta intimità, che viene vista come rischiosa, tradursi dello spavento in aggressività e scazzi, nel proposito di rendersi insopportabili all’altro, voglia di mollare tutto, la sensazione di sollievo perché, finalmente si è vicini a ciò che si desidera, alternata all’angoscia nel fare i conti con i fardelli del passato, la stanchezza, il pensare che è una gran fatica, provare a costruire qualcosa di nuovo."

 
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