lacasadelsole

Just another WordPress.com site

Mese: aprile, 2010

TUMBLR

Ricordo tutte le volte che questo pensiero ha sfiorato il mio cervello.
Per fortuna non più.

Lo lascio qui, a futura memoria.

Ma tu credi d’essere stato veramente degno dell’amore che ti portavo, o che per un solo momento io abbia pensato che tu lo fossi? Sapevo bene che non lo eri. Ma l’amore non si contratta in un mercato, né lo si può misurare con la bilancia del truffatore. La sua gioia, come la gioia dell’intelletto, sta nel sentirsi vivo. Lo scopo dell’amore è l’amore: nulla più, nulla di meno.T’avevo dato la mia intera esistenza.
(O. W.)

SIAMO DONNE

Facevo due chiacchiere con un collega anziano davanti all'uscita, quando arriva lei.
Lei è una collega nuova che rimane solo quest'anno: anzi, una collegONA.

Tettone, culone, labbrone, coscione.
Mai vista con una gonna sotto il ginocchio, che le starebbe certo meglio di quelle che mette di solito.

Comunque.

Ha qualche anno più di me, dice di sé che "se li porta benissimo" e fino a poco tempo fa era una single "a caccia" (il virgolettato è d'obbligo perché dice esattamente così).
Più volte si è lamentata del parco uomini della nostra scuola (come darle torto?) e finalmente ha trovato un moroso.
E infatti stamattina arriva con il moroso che è passato a farle un saluto a scuola.
Sembra più giovane di lei ed è carino, o almeno guardabile.

Lei si ferma a fare due chiacchiere con me e il collega anziano di cui sopra, e poi gli presenta il fidanzato.
Nel senso che lo presenta solo a lui, il collega anziano di cui sopra.

Ho aspettato che lo presentasse a me, invano; ho aspettato che lui si presentasse, invano.

Le donne sono esseri diversi.
Non lasciatevi ingannare dai nostri sorrisi pieni di miele; ognuna di noi nasconde dentro una strega.

BERLINO (riflessioni libere)

Intanto, sedici ore di pullman sono pesanti, ma tutto si può fare.
Poi, le condizioni dei servizi igienici danno la misura della civiltà di un popolo, e in questo senso i tedeschi sono più che civili.

La Germania è un grande paese, nonostante la sua storia pesante, o forse proprio per la sua storia pesante.
I berlinesi sono sorridenti e disponibili, e tollerano l'invasione della loro città da parte di scolaresche caciarone con un sorriso sulle labbra perchè sono fieri della loro città; e parlano inglese in modo notevolissimo.
Il cielo sopra Berlino è davvero bellissimo, soprattutto pensando che è un cielo pochissimo inquinato, e hanno fatto bene a dedicargli il titolo di un film, perché – sì – se guardi bene si vedono gli angeli.

La guerra spazza via tutto, ma tutto può essere ricostruito, e Berlino è stata ricostruita in vetro e acciaio, come il carattere dei tedeschi.
Il tedesco è una lingua che fa paura, soprattutto quando lo parlano persone che ti perquisiscono prima di farti entrare al Reichstag, e ti ricordano troppi film sull'Olocausto, ma dietro quei suoni duri si intravede una logica, un suono migliore di quello che appare; e forse hanno ragione quelli che dicono che il tedesco sia bellissimo.

Si può essere ognuno diverso da tutti gli altri, e andare bene ugualmente.
Si può avere giacca e cravatta e un tatuaggio ingombrante, o i capelli pettinati punk, e nessuno si gira per guardarti; ma tutti ti guardano con disprezzo se sei maleducato.

Il cibo italiano sarà anche il migliore del mondo, ma tutti i popoli sanno mangiare cose buone e gustose, e mangiare cose diverse fa fare cose diverse, e pensieri diversi.

E, infine, mi piacciono gli spazi ampi, la maestosità della grandezza; mi piace camminare sulla storia, anche quando è una storia drammatica, segnata dalla ferita che percorre tutto il confine del muro di Berlino; e le opere degli uomini, piccoli insetti che strisciano sulla Terra, sono commoventi per la loro grandezza, sia quando sono costruite con il marmo dell'ara di Pergamo, sia quando sono il progetto di un'immensa linea di metropolitana.

Gli uomini, nella loro meschinità, nella loro caducità, nella loro breve vita, sanno fare grandi cose, ecco.
E questo mi commuove sempre e ancora, profondamente.

(qui, poi, ci starebbe giusto giusto un pistolotto polemico sul provincialismo e la meschinità e la piccolezza dell'Italia e degli italiani, che si vantano del sole e del mare come se l'avessero inventato loro, ma non voglio che l'amarezza trovi spazio in mezzo al sentimento di benessere e gioia che avere incontrato il Nord mi ha instillato nel cuore)

BELLO

Bella è la sensazione di leggerezza, e di non prendere più certe cose sul serio.

E avere imparato che le cose, oltre a cambiare, passano.

Sto bene, proprio bene.

FILI CHE SI SPEZZANO

Arrivò a casa che aveva tre settimane, e io meno di venticinque anni.
Compreso di coda non era lungo quanto la mia ciabatta.
Aveva, però, i baffoni lunghi e arquati, perfetti; gli occhi azzurri dei cuccioli, e la voce petulante.
Accompagnava ogni passo con un miagolio tanto fastidioso quanto tenero.
Si addormentava giocando, crollando come tutti i cuccioli da un momento all'altro, e amava passare le giornate nella tasca della tuta che indossavo in casa.

Nel giro di qualche mese si gioco un tot delle sue sette vite a causa di un collasso glicemico e un trauma cranico; poi toccò ai soliti vermi, e alle frequenti zecche.
Poi fu la volta dei meno frequenti pidocchi e della tegna, rarissima, davvero.

Dormimmo insieme, testa a testa, per anni.
Io lo mettevo ai piedi del letto, e lui, leggero e silenzioso si nascondeva sotto i miei capelli.
Ho sempre pensato che si pensasse bambino e non gatto, perchè mangiava con le mani, e dormiva rigorosamente con la testa sul cuscino, e a pancia in su.

Si perse un altro pezzo di vita con la sindrome urinaria felina, che si trascinò per tutta la vita.

Per il primo anno almeno visse in simbiosi totale con me.
Io studiavo, e lui sulle mie gambe.
Io scrivevo, e lui giocava con la matita.

Quando cambiai casa, lui scelse in autonomia di stare con mio padre; sostanzialmente non l'ho mai perdonato del tutto, perché mi aveva lasciato, tradito.
Ma poi li vedevo felici, che si facevano compagnia, e avevano un rapporto meraviglioso, cercandosi continuamente.

Quest'estate avevo capito che non stava bene; questo inverno esplicitai dubbi e preoccupazioni: ma di fronte all'ottimismo che lo circondava chinai facilmente il capo, perchè pur sentendo profondamente che era malato non volevo ammetterlo.

Nell'ultima setitmana – ci hanno detto stamattina – era diventato cieco, e viveva in un terrore continuo, aggredendo ombre senza volto, senza riconoscere gli odori.
Per questo, amandolo molto, pietosamente ho scelto di accomagnarlo a morire.

Con lui scompare l'ultimo filo di una vita passata, la me che sono stata e che non sono più.

Corri felice nel paradiso dei gatti, Napoleone, piccolo mio.

COSE CHE MI FANNO PAURA

1) La scomparsa del congiuntivo presente. Anche Saviano domenica sera a Che tempo che fa non ne ha usato nemmeno uno.
Il congiuntivo è prezioso, ci dice che non possiamo essere sicuri di nulla; ci dice che abbiamo una opinione, e che come ogni opinione può cambiare, e non essere vera.
2) La scomparsa del punto e virgola, che insegna a riflettere, respirare, e poi continuare a parlare dello stesso argomento, ma prendendo fiato, prima. Ed è una gran cosa.
3) Le persone che si prendono troppo sul serio (e ho paura anche di me quando mi prendo troppo sul serio) e trasformano cose impermanenti in verità assolute.
4) Le religioni rivelate e monoteiste, che in quattromila anni di storia in nome dell'amore hanno ammazzato milioni di persone.
5) Vivere in un posto, in un mondo, in un momento, che se ti trovano con le mani nella marmellata basta dire "l'ha fatto prima lui!" e improvvisamente non è più una colpa.
6) Sentire dei ventenni dire che è meglio chinare la testa e dire sì piuttosto che rischiare di avere dei problemi.
7) Ascoltare un ventenne che facendo un'affermazione di principio sta dicendo che se tu non vai mai a votare non puoi lamentarti se c'è una dittatura e hanno abolito le elezioni. Perchè se non usi un diritto allora è giusto e normale che te lo tolgano, quel diritto.
8) Vedere intorno a me persone che non credono in nulla e non rischiano nulla.
9) Vedermi, qualche volta, fare nello stesso modo. Questa è la mia paura peggiore.

REINCARNAZIONE

E' una cosa vera: sappiatelo, voi, là in fondo che scuotete la testa.

IL MATRIMONIO DELLA MIA MIGLIORE AMICA

Lei era bella, e così emozionata che piangeva.
Gli amici, tutti, erano raggianti e stupefatti davanti a un amore così forte, il loro, che ha messo insieme frammenti di famiglie spezzate, pensieri, convinzioni, ideologie differenti che hanno fatto pace per un giorno, in nome dell’Amore, quello grande, e vero.

Della giornata mi rimangono gli occhi di lei, incredula a pensare che il suo sogno sia diventato vero.
E gli occhi di lui, che la guardava come fosse un oggetto delicato, e prezioso.
E gli occhi di noi tutti, che improvvisamente ci lasciavamo alle spalle tutto il cinismo messo in campo finora per guardarli felici, e pensare che forse "per sempre" e "ti amo" sono concetti possibili.

(e un magone, in fondo al cuore, che ha a che fare con me, le mie scelte sbagliate, il mio eterno disamore e anche invidia.
Ma questo è un post felice, e lo scrivo qui, in piccolo)

PASQUA

Son di partenza, per pasqueggiare in giro.

Ieri ho aiutato la scelta di un bouquet, e, al di là del cinismo che spesso indosso, mi sono immaginata vestita da sposa stringere il bouquet fra le mani.
E un uomo ad aspettarmi.

Poi mi sono ricordata che sono già stata sposata.
Che c'era un uomo ad aspettarmi all'altare e non era quello giusto.
Che il mio abito da sposa è nel mio armadio, e davvero non lo potrei mai più usare perché non ci entrerò mai più salvo malattia grave e invalidante.
Che il mio bouquet era bellissimo.

Mi devo ricordare ogni giorno che quella vita l'ho già vissuta, e adesso ne vivo un'altra.
Che le favole non esistono, e che, quando esistono, finiscono ai primi piatti da lavare.

Nonostante questo, io continuo a sognare.

Un saluto a chi passa.
E una canzone per sognare.

http://www.youtube.com/watch?v=9U–UHBHEoY

(mi sono di nuovo persa la funzione per postare direttamente dal tubo: se qualcuno avesse suggerimenti….)

PAROLE

Oggi c'è un sole tiepido che rallegra il cuore.
Le Alpi, laggiù in fondo, sono ancora tutte innevate.
La valigia è semi-pronta, e io sorrido al pensiero che dovrò svuotarne almeno la metà perché divenga un bagaglio dignitoso e non una carovana cammellata.

La radio mi ha mandato la musica giusta.
Ho pranzato con due amici carissimi, e abbiamo riso tanto.
Prima avevo preso un caffè con un amico nuovo di zecca e abbiamo sorriso molto.

Sto cercando di trovare le parole per descrivere la leggerezza del cuore e la serenità della mente.

(e cambio anche il font dei post, perché mi fa allegria)