lacasadelsole

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Mese: giugno, 2010

I primi giorni di un amore sembrano di ferro e cemento anche quando sono solo sabbia e paglia e guardano il mondo da dietro il vetro di un treno in corsa. Sono una fortuna da voler consumare e lasciano l’impronta delle loro mani sul marciapiede dei nostri pensieri.

NOSCE TE IPSUM

L'estrema sintesi dell'estate 2010 appena iniziata è che sono una scriteriata.

Mi ricorda, questa novella estate, quella del 2005, in cui sognavo cose insognabili, ma le sognavo così forte che le ho fatte diventare vere.
Fu poi vero anche il prezzo che dovetti pagare, per quel sogno, e che ancora oggi pago, e non soltanto in senso simbolico.

Anche oggi, ieri, presumibilmente domani, penso a cose impensabili, immagino cose inimmaginabii e sogno cose impossibili, costruendo a fatica castelli di carta pronti a cadere al primo soffio di vento, ma che da fuori sembrano solidi e stabili.

Io sono una scriteriata, una squilibrata; una donna incapace di accettare la realtà com'è, qualunque essa realtà sia.

L'ELOGIO DEL MASCHIO

Io credo che i maschi, di qualunque età siano, siano esseri superiori.

No, no, non guardatemi con quella faccia che dice che sto attentando all'orgoglio femminile.

Dico che sono esseri superiori proprio per tutti quei difetti che noi donne troviamo insopportabili.

Si fanno poche paranoie; vivono il momento; non credono al "per sempre", nemmeno lo vogliono, il "per sempre"; giocano praticamente da quando nascono a quando muoiono; amano la solitudine; sono mediamente indipendenti; invece di parlare dei loro problemi cercano di risolverli, oppure non ci pensano più.

E poi sono stronzi.

Ed è per questo che sono esseri superiori: perchè anche se sono stronzi ci piacciono assai.

Anzi, assaissimo.

CRISI DI CREATIVITA'

Giornate intense e piene di contrattempi.
Alcuni piacevoli, altri molto, molto meno.

Intanto fa caldo.
Ho strane idee in testa.

E voglia di fare telefonate inopportune.
(per non parlare degli incontri, inopportuni)

NOTTE PRIMA DEGLI ESAMI

Dovessi dire che me la ricordo nei dettagli, la mia notte prima degli esami, mentirei.

So di per certo che andai a dormire presto ed entrai in quella spirale terribile del "devo dormire che domani devo essere riposata", salvo poi non dormire affatto per l'ansia di dover dormire.

Al tema ero tranquilla al punto da esser superba: sicura di far bene, feci maluccio.
Tutti aspettavano Verga, infatti uscirono Corazzini Moretti e Palazzechi, condannandomi a un futuro odio per i crepuscolari che dura tuttora.
E il povero Corazzini che si chiedeva che cosa voleva dire essere un poeta divenne uno che per fortuna era morto giovane così non aveva fatto altri danni, per esempio finire in altri temi di altre maturità.

Le tracce le dettarono, perchè la tecnologia c'era ma era considerata un lusso inutile.

Il giorno dopo, matematica.
Lì sì, un'ansia che non si può spiegare.
Ci guardavamo l'un l'altro, in attesa delle tracce e dicevamo "non fa male".
E infatti non ne fece, o almeno non più di tanto.

Poi ci furono gli orali, e, come per miracolo, tutto finì.
Con l'esame, poi, finirono amicizie che sembravano saldissime ma non lo erano, e storie d'amore nate tra i banchi che soltanto tra i banchi avevano senso si esistere.

C'erano le lire, era il 1992, nessuno aveva ancora il cellulare, e i miei genitori dovettero aspettare che tornassi a casa per sapere come era andata.
C'era soltanto un membro interno, e non era nemmeno particolarmente brava a difenderci.

Furono commesse ingiustizie epocali, come a ogni maturità che si rispetti.

Alcuni miei compagni di allora ricordano quel momento come quello più felice della loro vita, il momento in cui tutto era ancora possibile.

Io, invece, sono davvero contenta di essere andata avanti, e di non ricordare quasi nulla.

CICLI

Ciclicamente la mia testa si mette a fare casino, e manda tutto all'aria per inseguire una farfalla che passa da queste parti.

Ora la prova della mia ipotetica maturità è questa: sarò abbastanza saggia da non inseguirla?

MOMENTI BLU

http://www.youtube.com/watch?v=6KhX_XjyGgQ

COSì

http://www.youtube.com/watch?v=9vMAjX-XdSY

APPUNTO
 

E ti direi anche che ti aspetto,
anche se non si aspetta chi non può tornare

A. Tabucchi


 

ELEFANTE ROSA

C'è questa storiella che racconta una sfida: prova a fare il giro dell'isolato senza mai pensare "elefante rosa".

Be', la cosa più naturale è cominciare a pensare "non devo pensare elefante rosa", pensando, così "elefante rosa".

Ecco.
Io sto più o meno così.
Elefante rosa.