di Calexandrìs

NOSCE TE IPSUM

L'estrema sintesi dell'estate 2010 appena iniziata è che sono una scriteriata.

Mi ricorda, questa novella estate, quella del 2005, in cui sognavo cose insognabili, ma le sognavo così forte che le ho fatte diventare vere.
Fu poi vero anche il prezzo che dovetti pagare, per quel sogno, e che ancora oggi pago, e non soltanto in senso simbolico.

Anche oggi, ieri, presumibilmente domani, penso a cose impensabili, immagino cose inimmaginabii e sogno cose impossibili, costruendo a fatica castelli di carta pronti a cadere al primo soffio di vento, ma che da fuori sembrano solidi e stabili.

Io sono una scriteriata, una squilibrata; una donna incapace di accettare la realtà com'è, qualunque essa realtà sia.

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