di Calexandrìs

LETTERATURA

Le tre e mezza e mi sveglio.
L'aria che entra dalla finestra è fredda; probabilmente è quello.
O forse il fatto che lo stomaco è attrocigliato su un pensiero impensabile.
O forse non sono abbastanza stanca.

Alla fine, come al solito, mi salva un libro.
Entro in una storia lontana che mi porta i pensieri gli odori i rumori di un altro mondo.
Entro in sentimenti diversi dai miei che, però, fanno risuonare i miei.
Il respiro si fa più regolare, il lenzuolo mi copre, il cervello si rappacifica.

Alle cinque finisco il libro e spengo la luce.

Era lo stomaco, si sappia.

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