di Calexandrìs

ALLA FACCIA DELLE PILLOLE DI SAGGEZZA

Dalla libreria mi guardano libri importanti, che mi insegnerebbero a vivere, se solo mettessi in pratica quello che con il cervello so.

E ho tutta la casa piena di frasi, di ammonimenti, di pergamene buddiste, anche, che mi invitano a non lamentarmi, a guardare avanti, a prendere in mano la mia vita; mica patate.

Però dentro, in fondo a me, in un punto imprecisato tra lo stomaco e il cuore, c'è una me stanca, che non riesce a fare nemmeno un passo senza sognare di fermarsi e dormire.
Una me che non vuole più far finta che le cose vanno bene o potrebbero andare bene se solo facessi "le cose giuste".
Perché la me di cui sopra è anche piuttosto stanca, delle "cose giuste".

Quindi ho in programma di fermarmi, e andare a fondo.
E rimanerci tutto il tempo necessario per tornare a galla.

O anche non tornare; che tanto in questo universo meraviglioso fatto di stelle, che io ci sia o non ci sia e come stia è ininfluente, diciamolo.

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