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Mese: settembre, 2010

CERCHI CHE SI CHIUDONO

Un altro cerchio si chiude, stasera.

Un cerchio aperto tre anni fa, quando volevo morire e mi aggrappai al teatro come fosse un salvagente.
E lo fu.

Stasera lascio la compagnia che mi ha fatto amare recitare, e mi ha svelato quale cura sia far finta di essere un altro per cominciare a cambiare.

Lascio perchè la vita mi porta altrove, e ho bisogno di un bagaglio leggero, non fatto di obblighi e appuntamenti e impegni ossessivi.
Lascio sperando di trovare un altro posto in cui recitare oltre la mia classe in cui recito ogni giorno.

Lascio, soprattutto, perché sono, finalmente, in pace.

POSSIBILE?

Penso che l'adolescente che è in me sia definitivamente cresciuta.

Questo, credo, è la ragione per cui non scrivo più.

COSI'

Un vaffanculo non si nega a nessuno.

SAGGE SPIEGAZIONI

Sono malinconica, anzi; malinconicissima.

Ascoltavo una stupida canzone alla radio e mi sono sentita gli occhi che guardavano all’infinito, quello sguardo perso nel vuoto che dice “allarme nostalgia voglio il mio passato malinconia imperante; non so se avete presente, ma secondo me sì.

Be’.
Poi ho pensato che ho spiegato per 5 ore filate cercando di attirare la loro attenzione, concentrata, efficiente, efficace.
Che insegnare è un po’ come fare teatro, e quindi sono andata in scena per 5 ore filate, mangiando la bellezza di un’insalata per rifocillarmi.
Poi ho pensato che nel finesettimana ho dormito meno di quanto avrei voluto, e che corro anche, anche se non troppo.

Ragazzi, non sono malinconica; sono solo stanca.

STORIE BREVI

Io credo che le storie brevi siano le peggiori, da finire.

Perchè dopo un anno, o meglio dopo due, o dopo tre che è ottimale, la passione è calata (biologia docet) la noia striscia e avanza, difficilmente ci sono ancora cose essenziali da raccontarsi, e spesso non c’è più nulla da fare evolvere.

Naturalmente c’è l’affetto, l’amore, l’amicizia, il rispetto; che son tutte cose belle e sono anche le uniche cose importanti, ma – perdonate la superficialità – bello come la mano che ti strizza lo stomaco al pensiero di baciare il tuo nuovo amore c’è davvero poco nella vita.

Allora, io dico.
Se tu mi fai consumare una storia, quando ci lasceremo io sarò devastata, scompensata e infelice, ma non sarò lì, al culmine della parabola, tutta ripiena di ormoni che mi fanno ululare alla luna.
Soffrirò molto, profondamente, a lungo; ma sarà una sofferenza sensata, fertile, motivata, insomma.

Ma se mi interrompi una storia al culmine della parabola, mentre sono in mezzo ai miei sogni più sfrenati, se sono appena partita e sono in pieno slancio, se brucio giorno e notte al pensiero di quelle mani, di quelle labbra, di quei capelli.. be’, quando finisce, fosse pure durata quattro giorni, io sono appiattita come una sogliola sul fondale.

E che me ne faccio di quell’embrione di amore?
E che me ne faccio di tutta quell’ossitocina?
E che me ne faccio dei messaggi, dei pensieri stupidi, delle vocine, di tutte quelle sciocchezze che ogni innamorato mette in campo non appena si innamora?

Allora.
Le storie brevi sono dure a finire; gli amori impossibili, poi, non finiscono mai.

A TRADIMENTO

A tradimento penso cose che non dovrei pensare, e faccio cose che non dovrei fare.

Oggi, in un istante, mi si è aperto un buco in mezzo allo stomaco, e dentro ci si sono messi tutti i cattivi pensieri degli ultimi mesi, le cattive opinioni che ho di me e quelle sempre troppo buone che ho degli altri.

E mi ha preso la sensazione di vuoto e di impossibile e di inutilità che talvolta mi accompagna e che no, non è bella.

Poi, con uno sforzo notevole, mi sono ricordata il mio nome, la mia età e il mio posto nel mondo.

Mi sono abbracciata mentalmente e sono andata avanti ancora di qualche passo.