di Calexandrìs

STORIE BREVI

Io credo che le storie brevi siano le peggiori, da finire.

Perchè dopo un anno, o meglio dopo due, o dopo tre che è ottimale, la passione è calata (biologia docet) la noia striscia e avanza, difficilmente ci sono ancora cose essenziali da raccontarsi, e spesso non c’è più nulla da fare evolvere.

Naturalmente c’è l’affetto, l’amore, l’amicizia, il rispetto; che son tutte cose belle e sono anche le uniche cose importanti, ma – perdonate la superficialità – bello come la mano che ti strizza lo stomaco al pensiero di baciare il tuo nuovo amore c’è davvero poco nella vita.

Allora, io dico.
Se tu mi fai consumare una storia, quando ci lasceremo io sarò devastata, scompensata e infelice, ma non sarò lì, al culmine della parabola, tutta ripiena di ormoni che mi fanno ululare alla luna.
Soffrirò molto, profondamente, a lungo; ma sarà una sofferenza sensata, fertile, motivata, insomma.

Ma se mi interrompi una storia al culmine della parabola, mentre sono in mezzo ai miei sogni più sfrenati, se sono appena partita e sono in pieno slancio, se brucio giorno e notte al pensiero di quelle mani, di quelle labbra, di quei capelli.. be’, quando finisce, fosse pure durata quattro giorni, io sono appiattita come una sogliola sul fondale.

E che me ne faccio di quell’embrione di amore?
E che me ne faccio di tutta quell’ossitocina?
E che me ne faccio dei messaggi, dei pensieri stupidi, delle vocine, di tutte quelle sciocchezze che ogni innamorato mette in campo non appena si innamora?

Allora.
Le storie brevi sono dure a finire; gli amori impossibili, poi, non finiscono mai.

Annunci