2011

di Calexandrìs

Le cose di quest’anno.

1) Quest’anno ho imparato che gli oroscopi ci azzeccano. Era da gennaio che mi dicevano che mi sarei trasferita, e mi sono trasferita. O forse non sono gli oroscopi che ci azzeccano; sono le persone che, a furia di sentire prevedere certe cose, poi ci credono. E quando crediamo in qualcosa, be’, avviene.

2) I desideri si realizzano. E bisogna ancora capire se questo è un bene o un male.

3) Continua a piacermi il mio lavoro, e questo mi pare un bellissimo regalo che mi ha fatto la vita.

4) Ci sono molte persone che mi cercano, che mi vogliono bene e che si confidano con me. Forse, quindi, non sono una così brutta persona come spesso ho creduto di essere. Oppure tutte le persone che ho intorno prendono una cantonata. Ma la statistica, per fortuna, è dalla mia parte.

5) Ci sono cose che finiscono, e finiscono e basta. Senza sigle, senza addii, senza che accada qualcosa di eclatante. Le cose nascono, e muoiono. E ho cominciato a farmene una ragione, anche.

6) Ci sono cose che non finiscono mai. Magari si affievoliscono, magari non ci pensi più. Ma sono lì, in fondo al cuore, e basta rimestare un pochino in superficie perché tornino, uguali e belle come sempre, a galla.

7) Cambiare città è bello, e faticosissimo.
Cambiare vita è bello, e faticosissimo.
Cambiare abitudini è bello, e faticosissimo
Se non muoio di fatica, potrebbe essere stata la scelta giusta. Ma per ora, sinceramente, non lo è ancora, la scelta giusta.

8 ) Vivere con qualcuno è difficile. E non credo ci sia altro da aggiungere.

9) Continuo ad avere dentro di me una donna che vuole essere corteggiata e desiderata da tutti gli uomini che incontra; anche da quelli che non le interessano. E devo ancora capire se questa cosa mi piace o no.

10) Continuo a essere non bella, e non in forma, e non strafiga. Ma agli uomini piaccio; e questo non è male.

11) Quindici anni sono un ottimo lasso di tempo per considerare esaurito il lutto di una madre; infatti quest’anno, per la prima volta in quindici anni, non ho pianto, a novembre.

12) Quando i caratteri sono difficili spigolosi e scontrosi, in ogni istante di ogni giorno di ogni anno di una vita, la risposta migliore sono le medicine che inibiscono la ricaptazione della serotonina. E tutti viviamo più tranquilli.

13) Ho ancora tanta voglia di imparare, tanta voglia di innamorarmi, tanta voglia di scoprire il mondo, la vita, le persone. In fondo al cuore, spero che questa fame non mi passi. Mai.

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