Frammenti sparsi

di Calexandrìs

Oggi è un nuovo anno, oltre che un nuovo giorno, e mi pare un’ottima idea.

Credo agli oroscopi, quando sono buoni; ma dato che ci credo anche quando sono meno buoni, passo buona parte dell’anno a cercare di dimenticare quello che dicevano il 1 gennaio sulle difficioltà a causa del transito di Saturno.

Mi piacerebbe abitare in centro, in mezzo alla gente; con le luci di Natale e compagnia cantante: per dire che tra il bello e il comodo scelgo sempre il bello, e in culo a tutto il resto.

Amavo il rosso, e me ne rivestivo nelle occasioni speciali.
Oggi, troppi chili in più, troppa gioia in meno, quando indosso il rosso mi sento a disagio.
Ma non so, magari passerà, prima o poi.
E potrò di nuovo essere la donna che sono, profondamente: una che mette vestiti rossi, e ne è felice.

Ho questa frase in testa di un romanzo su Abelardo ed Eloisa, in cui lei diceva “Sono sempre molto seria nelle mie promesse e nelle mie follie”, che è una frase che mi appartiene, soprattutto per le follie.

Inseguo le farfalle nello stomaco.
Potrei vivere solo per averle.

Mi innamoro una volta l’anno: di un’idea, di un progetto, di una classe, di un amico, di un’amica, di un uomo.
Credo sia arrivato il momento di innamorarmi di me, anche se non so ancora come si fa.

Dietro la vocina entusiasta che faccio, spesso si nasconde una donna terrorizzata, che usa la risata per esorcizzare le proprie paure; la maggior parte delle volte, va detto, funziona.

Sono totalmente, assolutamente, completamente miope.
Questo – mi dicono – si vede dallo sforzo che faccio per vedere, e dal fatto che guardo le persone con attenzione diffidenza e sospetto: perché non riesco a vederle, e devo fare attenzione a tutti i dettagli, per non venir fregata.

Quando inizio una cosa lo faccio senza guardarmi indietro né avanti: di solito, infatti, faccio disastri, e mi piace.

La cosa che più mi fa paura sono i toni di voce che nascondono menzogne, o critiche.
Così, proprio un paio di giorni fa, ho preso una frase di quelle in piena faccia, e ho capito che, per quanto io sia lanciata alla velocità della luce dietro una farfalla, non sono pronta per una doccia fredda.
Sono pronta per frantumarmi contro un muro di cemento armato, ma non per farmi disilludere, e questo è un avvertimento.

Chi volesse davvero capirmi dovrebbe leggere Un così bel posto, e capire chi è Maddalena Delani.
Ma sono fortunata, perché è un libro che non pubblicano più.
In questo modo nessuno troverà le chiavi per il profondo del mio cuore, e, contemporaneamente, io andrò alla ricerca di chi mi capisca con uno sguardo, che è un miracolo che non capita mai.

Mi piacciono le mani, i baci, le voci.

Mi innamoro come un’adolescente.
Ma finalmente ho imparato a farmela passare abbastanza in fretta.
E se mi innamoro di qualcuno abbastanza distratto ho la fortuna che non lo capirà mai, e posso evitare delle figure barbine .

Il ridicolo è la cosa che più mi fa paura al mondo.
Non il dolore, ma essere ridicola.

Ho il cuore pieno di cerotti.
Mi sono frantumata il cuore almeno 100 volte in questi anni, e sono sempre riuscita a rimetterlo in sesto.
Va detto, però, che ne ho persi dei frammenti, e che soltanto una persona mi fa sentire con tutti i pezzi al loro posto.
E forse una persona non è abbastanza, soprattutto quando è lontana.

Ho scoperto di essere abbastanza forte e abbastanza coraggiosa per vivere.
E non è male, no.

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