Di cosa parliamo (quando parliamo d’amore)

di Calexandrìs

È che ho questo chiodo fisso, che noi usiamo le parole con una facilità sconvolgente, ma dai, lo sappiamo tutti, non è che anche se usiamo le stesse parole intendiamo le stesse cose.

Anzi.

Noi siamo fatti del nostro passato, delle cose che abbiamo imparato, delle botte che abbiamo preso.
E ci sono parole che sono perfette per aprire spaccature sulle labbra, o fratture dimenticate.

E più uno ha vissuto, e più uno ha amato, più è diventato un campo minato.

Basta poco a far mancare l’aria a un altro, e io non voglio mica soffocarti, lo sai.

Così, di che cosa parlo io quando parlo d’amore?

Intanto parlo di libertà.

Se ti dico che ti amo – se arrivo fino a dirti che ti amo – ti sto dicendo che voglio che tu sia libero, in primo luogo di essere te stesso.
Anche se magari come sei davvero non mi piace per niente, perché la gente spesso non è bella, nemmeno le persone che amiamo lo sono.
Ma io sono pronta a correre il rischio, perché sono pronta ad amarti anche se non sei perfetto come mi sembri.

Poi ti sto invitando a entrare nella mia vita, a vedere se ti piace.
E cerco di fartela vedere com’è, la mia vita; come è davvero, non come vorrei che fosse e invece poi.

Poi, se ti dico che ti amo, vuol dire che c’è una porta, aperta.
Da cui puoi entrare quando vuoi e venire da me per un sorriso, per giocare, per amarci, per piangere.
E da cui puoi uscire quando non hai voglia di compagnia, quando hai la luna storta, quando sei preoccupato, quando sei stanco e non vuoi parlare con nessuno.
Sapendo che la porta rimane aperta.

Sapendo che non sono perfetta (e tanto, anche se lo fossi, potrei non andarti bene lo stesso, lo sai) e che qualche volta farò i capricci, e avrò voglia di sbattertela in faccia, quella porta; ma devi anche sapere che finché ti amo la porta sarà al massimo socchiusa.
Chiusa, mai.

Quando parlo d’amore parlo della curiosità di scoprire chi sei e che cosa ami.
Della certezza che potrei anche amarle, quelle cose, solo perché le ami tu e ti rendono felice.
Perché io amo quello che ti accende il sorriso negli occhi, perché è quello che fa di te quello che sei.
E non mi pare poco.

Se arrivo a dire ti amo arrivo a mettere il mio cuore nelle tue mani, e ne ho solo uno, di cuore, e anche se è abbastanza forte da avermi fatto sopravvivere fino ad adesso, è bene che tu sappia che non è infrangibile: è solo molto ben incerottato.
Quindi ti sto chiedendo di fare attenzione, se puoi.

Quando ti parlo d’amore, alla fine, ti sto dicendo una cosa facile.
Ti sto dicendo sì, quando invece, di solito, direi no. 

Annunci