Dieci anni fa

di Calexandrìs

Dieci anni fa compivo 29 anni.

Ero infelicemente sposata, e soffocavo in una vita non mia.

Ricevetti, in pizzeria, un regalo.
Il grano in erba.
La dedica diceva A L. per ricordare, e l’aveva scritta colui che fino a pochi mesi fa chiamavo Grande Amore di Vita mia (e qui ci starebbe tutto un pistolotto in cui si spiega che le cose cambiano, e che a dieci anni di distanza improvvisamente ho capito che quel posto potrebbe essere occupato da qualcun altro, ma non c’entra nulla con questo post, anche se è una riflessione che mi piace).

Io brindai con gli amici, guardando negli occhi Grande Amore di Vita mia, e promisi solennemente agli Spiriti che non avrei vissuto l’anno che portava dai 29 ai 30 anni facendo quello che volevano gli altri.
Che avrei lottato per avere la vita che volevo, a qualunque costo.

Il costo fu alto, ma non impossibile.
E infatti, per un sacco di anni, pur tra pianti e rimorsi e rimpianti e menate e paturnie e risate, ho avuto ogni giorno la vita che volevo.
Non facile, non comoda.
Ma mia.

Oggi, dieci anni dopo, ho riletto quella dedica e mi sono ricordata.
Mi sono ricordata chi ero, quale donna infelice e terrorizzata e sterile e fredda e controllata fossi all’epoca, e come poi io sia riuscita a sbocciare, un pezzetto alla volta, liberandomi da quella gabbia dorata – ma gabbia, gabbia – in cui mi ero messa per motivi che oggi mi sembrerebbero meno che trascurabili.
Mi sono ricordata le cose che desideravo dieci anni fa, e ho scoperto che le voglio ancora, tutte.

Che sono cose difficili, ma che ho le ossa più robuste.
Che sono cose che hanno un prezzo alto, ma che io sono più ricca di un tempo.
Che sono cose che desidero ancora, oggi.

Il profumo della libertà, su tutte.
La certezza di vivere come voglio, e non come tutto sommato si può vivere stando bene.

Dieci anni dopo sono ancora qui che sogno qualcosa di più.
E ho un anno intero per andarmelo a prendere.

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