Lettera

di Calexandrìs

Ehi, Tu,

vieni e siediti qui vicino a me.
Il ventilatore è acceso, e puoi appoggiare la testa senza sudare, che lo so che fa caldo.

Rilassa le spalle, ne hai bisogno.

Dammi la mano, ascolta il mio cuore.

Non ho soluzioni per te; non ho soluzioni nemmeno per me, che pure ho problemi sciocchi rispetto ai tuoi.

Solo, ho delle cose da dirti, e voglio che le ascolti.

Io, tu, nessuno di noi conosce il futuro.
Immaginiamo sempre il domani a partire dall’oggi, e così quando il nostro oggi è bello e ricco e roseo pensiamo che anche il nostro domani lo sarà.

Poi arrivano i giorni bui, e pensiamo che il nostro domani sia buio, come il nostro oggi.

Tu,
è un’illusione.
Guardala con me.

Quando la tua vita ti sembrava ricca e perfetta è andata in pezzi in un soffio, senza motivi che tu capissi.
Ora che la tua vita ti sembra un inferno tutto in salita, non riesci a immaginare che finisca – anche questo inferno – come quel paradiso, in un soffio.

Non hai molte scelte, se non quella di credermi, sai?

Credimi quando ti dico che non lo sai, che nessuno di noi lo sa, e ognuno di noi fa finta di essere sicuro di essere vivo domani, e l’anno prossimo.
E invece se ci pensi nessuno sa nemmeno questo.

Credimi quando ti dico che abbiamo solo questo momento, che è perfetto.
Credimi quando ti dico che puoi farcela, perché lo so – e lo sai – puoi farcela.

Probabilmente dovrai inventare un’altra vita, una nuova soluzione, un nuovo viaggio, più definitivo di quelli che hai fatto finora.
E magari avrai la possibilità di scalare il tuo Everest, qualunque esso sia.

Credimi se ti dico che possiamo farcela, insieme, anche se a volte sono io la prima a non avere il coraggio e a chiederti di prendermi, di salvarmi, di portarmi via con te.
Credimi, soprattutto, se ti dico che davvero l’amore vincerà sull’odio; che noi possiamo vincere se ci amiamo, se mi dai la mano, se poggi la testa qui sul cuore.
Se ti fidi di quello che abbiamo insieme quando ci guardiamo negli occhi.

Credimi se ti dico che questa notte passerà.
Che non vincerà chi semina la miseria del cuore.

Credimi se ti dico che io e te insieme siamo un Noi.

E sì, ho usato la maiuscola; sennò non avremmo passato lo schema.

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