Inequivocabili segnali di invecchiamento

di Calexandrìs

Ho limiti maggiori.
Mi fermo se non proprio in tempo, abbastanza in tempo per non distruggermi.
Così magari mi fratturo qualche arto, ma gli organi interni sembrano a posto.

Rido di più, anche e soprattutto delle cose serie che mi capitano, perché penso che c’è chi sta peggio – molto – di me, e allora amen, perché non ridere?

Esco a passeggio da sola, quando sono triste.
Spengo il telefono ed esco, invece di parlare e parlare e parlare di me; che sono stufa di sentirmi dire IO, davvero.
Mi trucco un po’ di più e un po’ meglio.
Sono diventata bravissima a fare le valigie.

Ho ancora tanta paura di tante cose; ma sono meno di una volta, perché ho seppellito una madre, ho abbandonato una famiglia, ho ammazzato una parte di me ,e ho distrutto un amore; eppure sono ancora viva, e sono cose che lasciano dei segni.
Ho ancora tanta voglia di darmi a qualcuno – che sia Tu, magari – ma ammetto che mi si possa non volere come sono; e pazienza, mi dico: sopravviverò.

Penso spesso sopravviverò; ed è molto, davvero.

Medito, ogni volta che riesco.
Sento il mio respiro, le mie gambe, il mio corpo, e penso che alla fine va tutto bene.
Penso, spesso, che va tutto bene mentre tutto sembra andare male; e lo penso davvero, che mi pare una bella cosa.

Comincio a pensare di difendermi da chi non mi vuole abbastanza bene.

Voglio stare con chi amo, molto.
Ma forse non “a ogni costo”, che è una grossa novità, forse la più importante, perché le persone che vogliono stare con me non l’hanno mai fatto “a ogni costo”.
E magari il fatto di averli incontrati spesso, questi uomini che mi volevano, sì, ma prima c’erano delle altre cose, be’ forse è un segno; forse era quello che dovevo imparare, che pure ancora mi viene male, dato che sogno ancora di fare pazzie e andare a vivere il mio sogno.
Forse, alla fine, voglio solo stare con me, e starci bene.

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