21 agosto – Il vuoto e il pieno

di Calexandrìs

La vita è come una casa con tante stanze.
Ci sono quelli che hanno una stanza vuota, e allora si innamorano perché non sopportano di avere una stanza vuota.

Ci sono quelli che hanno stanze così piene, di problemi paure ricordi souvenir fobie traumi rancore biglietti del cinema hobby routine abitudini, che non hanno spazio nemmeno per uno spillo, figurarsi per amare un’altra persona se non se stessi.

Ci sono quelli che hanno stanze perfette, ben arredate, pulite e linde.
Quando si innamorano ti invitano a entrare nelle loro stanze, a guardare.
Ma non puoi toccare nulla, né tanto meno spostare qualcosa.
Sei lo spettatore della loro messa in scena di cui non sei mai nemmeno una comparsa; ma il tuo ruolo è applaudire, e con trasporto possibilmente.

Poi ci sono le persone d’amore.
Le persone d’amore hanno stanze arredate bene, con i giusti equilibri di pieno e di vuoto, e quando si innamorano ti fanno entrare.
E sanno che sgualcirai i cuscini dei divani, che sporcherai per terra con le scarpe, che sposterai un quadro per raddrizzarlo.
E lo accettano.
Accettano di cambiare percorsi, abitudini, la colazione, l’ora di cena.
Accettano gli imprevisti, i panorami inattesi, i ritardi, le parole quando vogliono state zitti, le risate cristalline che servono a scacciare i pensieri blu.

E sanno che amare è un gioco di prestigio un’arte una questione di equilibrismo un sacrificio un cambiamento un nuovo viaggio un dono un atto di fede.

Le persone d’amore, forse, non esistono.

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