Quello che non sarò mai

di Calexandrìs

Quello che non sarò mai è deciso da un numerino a fianco di una sigla astrusa, ma che ha la legenda a spiegare che cosa significa, proprio lì a fianco.

Quello che non sarò mai è una cosa che ho voluto a sprazzi, qualche volta, senza crederci davvero, per mancanza di opportunità, soprattutto.
Mancanza di occasioni, o degli incroci giusti: un paio di occhi e un paio di mani che mi dicessero “sei la donna giusta per quel genere di cose, e una cosa così la voglio proprio fare con te, perché sei tu”.

Quello che non sarò mai è una cosa che oggi mi cambia la prospettiva in un modo che fino a qualche istante prima di aprire la busta non potevo nemmeno immaginare.
La sensazione di poter invecchiare, senza la possibilità vera di avere un futuro.

Quello che non sarò mai mi porterà lontano da molte delle persone che amo: per non soffrire troppo, credo; o per invidia.
Quello che non sarò mai è una benedizione per chi non sarà mai, che guadagnerà una vita migliore, senza incrociarmi in questa incarnazione.

Quello che non sarò mai mi toglierà la possibilità di sentirmi importante per qualcuno, necessaria, anche, che è un pensiero che angoscia ma che arricchisce la vita di qualcosa, evidentemente, se lo dicono tutti.

Quello che non sarò mai mi impedirà di capire che cosa provano le persone che hanno quello sguardo, quello slancio, quell’amore per la vita che intravedo e non sentirò mai.

Quello che non sarò mai è una cosa che mi porterà lontano da chi ha la benedizione di esserlo, perché farebbe troppo male assistere a una gioia così grande, senza poterci partecipare, almeno con il pensiero.

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