Arrendersi

di Calexandrìs

La cosa dell’arrendersi è ampiamente sottovalutata.

Tutti i momenti tutti ti insegnano a essere determinato, a decidere che cosa vuoi, ad andare diritto per la tua strada, ad abbattere gli ostacoli, o a saltarli, o a eluderli.
E poi riprovare, nel caso in cui tu fallisca.

Ma poi, dopo qualche parola ieri sera, di quelle che si incastrano sotto le costole, dalle parti del cuore, e dopo un sogno rivelatore di stanotte, e una mattina di afasia come da tempo non, uno si accorge, d’improvviso, che è tutta energia sprecata.

Che la vita è troppo breve, davvero, per occuparsene.
Che i giorni che ci sono dati in sorte sono troppo pochi per metterci dentro tutta la tua energia.
Passano, finiscono, amen.

Arrendersi vuole dire smettere di guardare avanti fingendo di vedere cose diverse da quelle che ci sono, per darsi il coraggio di alzarsi, anche domani.

Arrendersi è quella cosa, meravigliosa, della scena di Matrix.

Non cercare di piegare il cucchiaio; è impossibile. Cerca di fare l’unica cosa saggia: giungere alla verità.
Quale verità?
Che il cucchiaio non esiste.

E, insieme al cucchiaio, non esistono un sacco di altre cose.
Vederlo.
Accettarlo.
Arrendersi.

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