Dei bilanci

di Calexandrìs

(credo arrivi sempre un momento, e il mio è arrivato oggi)

Una delle mie più care amiche di una vita fa è diventata una food blogger internazionale.
Qualunque cosa voglia dire, per altro.

Ma oggi me la sono trovata in rete, con un progetto che la porterà in Venezuela e in altre parti dell’America Latina, due figlie, un compagno, un ex marito.
Lascia un lavoro normale, banale, che mai ha amato, per un qualcosa di suo che sta andando bene.

Stamattina, leggendo, ero così fiera e contenta per lei, che è sempre stata brava.

Di amiche brave potrei venderne, tante ne ho avute.

Una, dopo essersi laureata insieme a me, ma prima di me e meglio di me, ha vinto un dottorato prestigiosissimo e a seguire due concorsi.
Il secondo l’ha portata a lavorare in Senato, per uno stipendio mensile che a oggi equivale a sei mesi del mio.
Suo marito ha aperto un business con la Cina, e io che credevo fosse un cretino, per altro.

La mia amica più cara, dopo aver collaborato con un gruppo che ha vinto il Nobel per la medicina, ha vinto una borsa di ricerca in ematologia.
Una borsa internazionale: il miglior progetto di ricerca tra tutti quelli presentati – decine di migliaia – ogni anno.
Credo avesse trent’anni, ed era così brillante che ha vinto un concorso truccato; uno di quelli in cui chi ti esamina ti avverte prima e ti dice di non andarci nemmeno, per capirci.
Eppure lei l’ha vinto.

La mia ex compagna di banco del liceo dirige un progetto nazionale per l’energia; il mio amore del liceo ha scalato – a guardare il suo profilo linkedin – in dieci anni i vertici di un tot di aziende.
Un buon numero di miei compagni di liceo e universitari ci insegnano, all’università.
Ho un’amica che vince concorsi a raffica.
Un amico che ha fondato una società propria, che sta andando benissimo.
Ho una nuova amica che fa mille lavori, tutti prestigiosi; che le danno denaro e fama, qualunque cosa voglia dire fama.
Conosco un numero impressionante di persone che ha scritto dei libri, o ha fatto carriera, in un certo qual modo, in campo artistico: registi, attori, fotografi, scenografi.

Io stamattina ho fatto lezione per sei ore, dopo aver preparato un compito in classe piuttosto facile, per fare sì che i miei studenti prendano dei voti che non abbattano la loro autostima.
Stamattina, come ogni giorno da dodici anni, mi sono truccata e vestita come se andassi a salvare il mondo.
O come se facessi un mestiere importante.
E mi sono comportata come se fossi una persona importante.

Ma forse, a guardare bene, se faccio una vita mediocre, e un lavoro mediocre, dipende dal fatto che sono mediocre.
Non c’è niente di male, in fondo.
Lo sono molte persone, oltre me.

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