Il panico

di Calexandrìs

Il panico è quella cosa che senti un attimo prima di prendere una decisione; e infatti le decisioni mi fanno schifo.
Perché anche se non voglio che nessuno decida al posto mio, alla fine se lascio fare a me stessa non decido mai.

Infatti sono una che non si tuffa in acqua, per dire; e le cose così per dire secondo me sono le cose più importanti.

Così ogni vigilia di qualcosa è un tormento.
E più la cosa è bella più è un tormento.

Sono una di quelle persone che funzionano benissimo nelle emergenze: le priorità giuste, le gerarchie perfette, le decisioni irrevocabili; è quello il mio pane quotidiano.

Nella serenità muoio affogata di noia, e il giorno prima della felicità me la faccio sotto dalla paura.

Praticamente una predestinazione all’infelicità, a guardare bene.

E poi i dubbi che si affastellano, le veggenze del veggente, le previsioni di una palla di vetro farlocca, la convinzione che se hai dei dubbi allora è sbagliato, ma anche la convinzione che se non hai dubbi, allora è davvero sbagliato; tutto si accatasta e aspetta solo di prendere fuoco.

Insomma, io dico: vieni qui e decidi tu tutto.
Io non sono abbastanza grande, ancora, per farlo.

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