I miei primi quarant’anni

di Calexandrìs

La cosa più bella è stato scegliere di festeggiarli, io che ho sempre detestato organizzare una festa.
Poi il fatto di essere circondata da molta gente, soprattutto da persone che non vedevo da un sacco di tempo; anni interi, non solo mesi.

Poi il fatto che una parte delle persone presenti non abbiano ancora trent’anni, abbiano difficoltà a chiamarmi per nome invece di prof, e mi abbiano fatto dei regali bellissimi, che dimostrano quanto profondamente mi conoscano, anche se gli insegnanti usano spesso delle maschere.

Poi è stato bello sorridere a tutti, abbracciare tutti, vedere tutti sorridere.
E ricevere in dono una mezza stella da una ragazza che amo come se fosse una figlia, lei che mia figlia non è.

Poi è stato bello che tutti dicessero che ero bella io, anche se ho un sacco di chili di troppo.

Poi è stato bello che non è stato come il mio trentesimo compleanno, con tutta quell’ansia a chiudermi lo stomaco, e la paura di essere scoperta, e il desiderio di essere scoperta, e volere quell’uomo così tanto da non riuscire a vivere senza di lui, prima di imparare che si vive sempre senza qualcuno, tranne quando decidiamo di non voler più vivere con noi stessi.

Poi è stata bella l’atmosfera, e sentire l’amore che scorreva.

E certo che avrei avrei voluto che Tu ci fossi, e trovarti a sorpresa a Torino.
Certo.
E invece in dono ho avuto una voce su un video, che è uno strano anonimo dono.
Ma prezioso.

Ma la cosa che conta, è che anche senza di te, Tu, io ero intera.
È questo, credo, il dono di avere 40 anni.

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