La donna invisibile

di Calexandrìs

C’è questa cosa, che è l’ansia di essere la donna invisibile.

Ricordo quando il fotografo era a Shanghai, e non rispondeva al telefono, e compresi che qualunque cosa gli fosse successa nessuno avrebbe avvertito me.
Io non ero nessuno, non esistevo.

Era la stessa cosa anche con Lui, e infatti non esistevo.
Almanaccavo cercando di scoprire dove fosse per avere la certezza di esserci, ma era Lei a esserci, non io.

Così, se ci penso adesso, credo di essere qui perché l’uomo che è stato la regione del mio trasferimento mi ha aperto la porta della sua vita e appena mi ha conosciuta ha cominciato a raccontare a tutti chi ero e che cosa facevamo insieme.
Non fece nemmeno vedere le foto delle vacanze agli amici senza di me: “siamo una coppia, no?”.
E a me, shame on me, questa cosa di essere una coppia piaceva un sacco e mi rassicurava.

Poi le cose cambiano, le coppie scoppiano e soprattutto soffocano.

Ma avere il trono, la corona, lo scettro, esserci, che bello che era.

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