Ricominciare

di Calexandrìs

È solo un giorno che è finita la scuola e io mi sento già rinascere.
È come se avessi spento il programma in background che non mi lascia un attimo: che cosa devo spiegare domani, quando faccio la verifica, a che ora entro, a che ora esco, chissà come saranno domani, speriamo di riuscire a far capire tutto per bene, sono in ritardo, i programmi.
I compiti da correggere.
Le cose da studiare.

È che è un lavoro che amo, ma mi porta via interi pezzi di me, per cui oggi, solo 24 ore dopo, sono arzilla e felice, e penso al tempo solo mio, il tempo in cui non devo dire a degli adolescenti di stare fermi e zitti.

E sono qui che programmo cose bellissime: gite in montagna, giri al mare, viaggi da sola (chissà se avrò mai il coraggio di viaggiare da sola), case da vedere (devo cercare una casa, non c’è niente da fare: ricordatemelo voi, perché io ogni tanto mi distraggo e resto a marcire qui, dove sto maluccio ma non devo sbattermi, che non è poco quando si è stanchi, non sbattersi).

E penso di fare una dieta per bene, e di cercare uno studio Pilates, e di andare a correre, e le lingue, non dimentichiamo le lingue, e di viaggiare tanto tanto tanto.
Voglio vedere Siviglia e tornare a Parigi.
E non sono mai stata a Londra: si può non essere mai stata a Londra?

E d’improvviso mi viene il pensiero che so che è quello giusto: il senso della vita è amare e sorridere.
Amare se stessi, soprattutto e sopra tutti, che a volte me lo dimentico, e amo più gli altri di me, che cretina che sono, e mi faccio del male, perché quando uno ama gli altri più di sé poi si aspetta sempre qualcosa in cambio, e invece di solito se va bene non riceve nulla, ma se va male si piglia anche dei vaffanculo chi te l’ha chiesto, per dire.
Allora amare me mi pare un’ottima idea.
E dire un sacco di no alle cose che non mi convincono o che mi stressano o che mi scazzano: scoprire di avere il diritto di dire no ed essere amata lo stesso.
Oppure non essere amata, perché hai detto di no, ma allora in quel caso non eri amata davvero nemmeno se dicevi di sì, quindi tanto vale scoprirlo prima, anche perché negli ultimi anni hai scoperto di non essere amata giusto quei sei mesi troppo tardi e hai fatto il disastro che vedi intorno, quindi hai imparato che non sono i sì che ti fanno amare, ma altro.
Per esempio amarti tu, appunto.

E poi il senso è amare gli altri (ma sì, che altri; sto parlando di te, Tu) senza rompere i coglioni per essere riamata e volere anche stabilire come e in che modo e in quali giorni e con quale intensità.
La cosa importante è farlo, di amare, mica riceverlo.
La ricchezza è di quello che ce l’ha, l’amore da dare, non di chi lo chiede come uno che mendica; che schifo questa cosa di mendicare amore.

Così penso con la schiena diritta e lo sguardo verso il cielo che ho un sacco di buone qualità, e magari non sono le qualità che ti fanno amare dagli altri (e infatti guarda quanti stronzi sono amati follemente, per dire), ma sono le qualità a farti amare da te stessa.
E ho un sacco di doni di cui essere grata e ringraziare: lo Spirito, me stessa, la Vita e te, Tu; in questo ordine, che è corretto.
Così stasera incredibilmente mi amo un po’, e festeggio questo amore ballando da sola, che mi sento bella, quando ballo.

E tutte queste parole e questa energia mi fanno sorridere.
E sorridere è il trucco, alla fine.
Il trucco e, soprattutto, la verità: perché non c’è niente di cui essere triste e niente per cui piangere.
La mia vita è perfettibile ma molto ricca.
E io sono un vaso colmo di amore, non una che chiede un surrogato.

E amo.
E sorrido.

Annunci