Del danzare

di Calexandrìs

Così, dopo tanti tanti e tanti anni, ho ricominciato a muovere i piedi e il cuore a ritmo di musica.

E insieme al dono di aver ricominciato a danzare ho avuto in dono un gruppo di persone con cui condividere momenti di gioia e ballo, che non è poco.

E poi, ho scoperto, mentre ballo sorrido.

Quando ero piccina e volevo fare danza (evito la cronaca patetica dei mille modi in cui i miei hanno cercato di impedirmelo, facendomi dunque ballare troppo tardi per qualunque cosa, anche solo per diventare minimamente brava) e poi feci danza, ballavo guardando ostinatamente a terra, senza riuscire a sorridere, tutta concentrata sul non sbagliare e sulle cose da fare.

Fare giusto non sbagliare e fare bene erano le fisse educative dei miei, e le esportavo in qualunque cosa facessi, anche il pas de bras.

Oggi, dopo aver sbagliato molto e pianto tanto, ho scoperto che per ballare occorre abbandonare la testa, non pensare, ma godere.
Così quando ballo sorrido.
Sculetto, guardo il mio ballerino, e sorrido.

E sono così felice in quel momento lì, che la mia vita mi sembra bella.

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