Come scrivere una buona storia

di Calexandrìs

Mi diceva, la mia insegnante di scrittura, che i limiti quando si scrive sono necessari.

Aggiungeva, anche, che i limiti sono creativi: che spesso si scrivono cose buone perché ci sono dei limiti, e per cercare di venire a patti con quei limiti noi tiriamo fuori il meglio di noi stessi, e scriviamo dei bellissimi testi, che funzionano.

Credo che sia così anche nella vita.
Sapere fin dove possiamo arrivare, sapere chi siamo, coscienti che non si può essere tutto, avere un orizzonte preciso davanti, stabilire il proprio ruolo e attenersi ad esso sono cose che calmano l’ansia, che è il miglior antidoto per la felicità.
L’ansia, intendo.

E così stasera mi sono messa a tracciare dei confini, perché solo i bambini pensano che il mondo sia infinito e che si possa fare gli astronauti da grandi.
Crescere, diventare adulti, ha anche a che fare con il sapere che cosa si può fare e cosa no; chi si è e chi non si è; chi non si è e chi non si sarà.

C’è tutto un mondo, dentro i confini tracciati, da costruire.

Mettiamoci al lavoro, dunque.
La vita è infinita, ma brevissima.

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