Dello sgretolarsi

di Calexandrìs

Ci sono momenti, così, a sorpresa, in cui sento di scivolare via, in uno sgretolamento di speranze e futuro, e vengo presa da una paura incontrollabile che mi strizza lo stomaco e le viscere.

Sono momenti in cui mi vedo vecchia e sola in una casa mai abbastanza luminosa, e mi immagino che morirò senza che nessuno se ne accorga, dopo avere passato anni ad attaccare bottoni con gli sconosciuti per parlare con qualcuno, e tutti penseranno che io sia una vecchina stramba, senza capire che invece sono una vecchina infelice.

E mi viene una paura che sia così, di andare avanti in questo modo, senza nessuno a fianco, che tornerei indietro e farei tutto diversamente, compreso questo pezzo di vita, perché ci vuole più coraggio a stare da soli che insieme a qualcuno che non si ama, anche se tutti dicono il contrario, facendo gli psicologici senza che gli venga richiesto.

E allora cerco di fermarmi e respirare, per cercare di recuperare prospettiva, e cammino a piedi nudi per sentire la terra sotto i piedi ricordandomi le pillole di saggezza che ho raccolto di qua e di là, che la terra ti sostiene sempre, e non occorre avere paura di nulla.

Ma non è facile, se si pensa a domani.
E allora cerco di pensare a oggi, e spero che alla fine tutto vada bene davvero.

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