Buon compleanno

di Calexandrìs

Oggi non compi 77 anni, ma le cose a questo riguardo le ho già dette tutte lo scorso anno.

Solo che, pensavo, in questi giorni, che ci sono delle cose di te che stanno sbiadendo dalla memoria: so che è normale che succeda con il tempo, e di tempo ne è passato davvero tanto, ma capita così, che dopo un po’ di anni uno smette di essere orfana perché ha imparato a fare a meno di chi ha perso, ma comincia a sentirsi orfana, a pensare di non avere mai avuto una madre, che sono due cose diverse.

La prima cosa che ho perso è la tua voce dalle orecchie.
L’accento, il tono, quel modo particolare e personale di arrotondare alcune parole.
Poi l’odore.
Il tuo odore qualche volta lo sento ancora, in sogno, come sullo sfondo, ma in realtà è la prima cosa che se ne è andata, anche perché l’avevi già perso prima di andartene, a causa delle medicine che non ti hanno guarito.

Poi i tuoi movimenti, un certo modo di camminare, di tenere la sigaretta, di girare il caffè, che uno non lo sa che deve osservarli nelle persone che ama perché poi le perderà e non riuscirà più a ricordarli, e allora ogni tanto mi sorprendo a ricordare un fotogramma di te e mi manca un pezzo, un dettaglio: come portavi la borsa, per esempio.

Ma ci sono cose che non posso dimenticare, e mi dispiace che siano quasi tutte piazzate nei mesi in cui eri malata, ma è anche ovvio che da quando ho saputo che eri malata ho cominciato a studiare di te delle cose.

Tra i momenti indimenticabili una serata.
La sera prima dell’esame che ti avrebbe condannato a morte dovevamo andare a una cena di laurea.
Ero nel tuo bagno e tu mi passasti il tuo fondotinta.
Era di Helena Rubinstein e costava un occhio.
E io non mi truccavo mai.
E tu avevi la pelle di almeno ventimila toni più scuri della mia.
Eppure misi il tuo fondotinta.
E tu me lo regalasti, quella sera lì; e mi dicesti che era mio, perché non l’avresti più usato.

“Questa volta non è una sciocchezza; questo è un cancro”.

Io risi, un pochino, e imparai quella sera stessa a fare la noncurante e a scherzare su cose su cui scherzare non è possibile.

Ma ancora oggi penso che sapevi che saresti morta, e che ogni volta che ho scherzato su questa cosa della morte mi sono allontanata da te e dalla tua verità, e mi sono persa qualcosa di te.

Il fondotinta, però, dopo, l’ho finito.

Buon compleanno, mamma.

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