L’amore liquido

di Calexandrìs

Senza scomodare Baumann, che comunque mi è antipatico per averlo non tanto pensato quanto piuttosto giustificato, se penso alle ultime cose degli ultimi anni (ma non pochi anni, TANTI anni, tipo dal 2002, che sono 11 anni di fila) mi resta questo fastidio dell’invito a essere fluida, sciolta a cambiare direzione e idea.

Poi uno, che c’entra?, fa i programmi e li disfa secondo la necessità, e non muore quasi mai a disfare i programmi che ha fatto.
Magari si infastidisce un attimo, ma poi, dai, uno è grande; e quando uno è grande riconosce il fastidio, lo affronta, lo archivia come fastidio, appunto, niente di più.

Così cambio direzione e programma, cancello un’idea, imparo a non pregustarmi niente.

Qui dietro, sono sicura, c’è una lezione, e ho tutta l’intenzione di impararla, per l’ultima volta.

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