2013 Post in progress

di Calexandrìs

È stato un anno denso, e quindi lo scriverò a rate, quello che ho imparato.

Nel 2013 ho imparato che:

1) So prendere un aereo da sola, anche per andare a Tirana.
E prendere un aereo da sola mi piace un sacco, anche se mi fa un sacco di paura.

2) Amo il Nord, anche se fa freddo. Mi piace il Nord vuoto, desolato, con la luce fino a tardi, il paesaggi lunari, la pochissima gente, le persone bionde, il senso di disperso che solo un’isola nel nulla in mezzo a un pezzo di Mare del Nord ti può dare.

3) Patisco l’inverno più dell’estate, e la primavera più di tutto il resto. In primavera mi ammalo, piango, ho dolori strani. In estate rinasco, in barba alla pressione bassa, che forse non ho più.
Invece l’inverno e il freddo mi fanno venir voglia di piangere.

4) Non ho più voglia di vivere da sola.
Non che sola non sappia stare, o non mi piaccia stare, anzi.
Ma è il vivere, da sola, che non ho più voglia di affrontare.
La sicurezza di sapere che c’è qualcuno che se hai freddo ti porta una seconda coperta così non devi scoprirti per cercarne una, o qualcuno che quando è tardi ti prepara un piatto di pasta sta diventando quasi un’esigenza per non sentirmi assediata dalla mia indolenza e dal rumore sordo dell’infelicità.
So che alla fine è solo una comodità, e la comodità “ti fotte sempre” come dice il mio guru, ma alla fine è vero, che ti fotte, e so che potrei rinunciarci, certo, ma preferirei di no, e questo è un dato di fatto.

5) Vivo in un posto diverso da dove vivo realmente.
Vivo su una carrozza di un frecciarossa a caso, continuamente a metà tra un posto e un altro.
Ho già smesso di coltivare le mie amicizie qui a Firenze perché sogno di andarmene, anche se molte cose mi convengono, qui.
Vivo nel nulla, o in un nebbioso futuro, che spero diventerà più chiaro, magari presto.

6) Non ho figli, non ne avrò, ne vorrei, ne vorrò sempre.
Mi mancheranno.
Mi accontento di educare i figli degli altri, e cerco di convincermi che prendo il meglio.
So che è falso, ma almeno è qualcosa.
So che non ho figli non per una scelta sbagliata, o per una valutazione errata, ma perché il caso ha voluto che incontrassi sempre gli uomini sbagliati; o forse, ho scelto sempre gli uomini sbagliati apposta.
Non importa.
Quello che conta è che ho smesso di aver paura di dirlo, che vorrei dei figli, e ho smesso di aver paura di dirlo, che mi dispiace che non ne avrò.
Da quando lo ammetto, per altro, va meglio.
Forse lo accetto.
O forse, semplicemente, ho fatto pace con una me che si assume delle responsabilità, anche questa, tra le altre.
Sarebbe stato bello fosse stato diverso, credo.
Ma ci sono e ci saranno cose belle ugualmente; senza dubbio.

7) Sono pigra, lenta e rimugino troppo.
Amo dormire di giorno e non sarò mai una mattiniera.
Non sarò mai nemmeno una sportiva, ma mi sono riappropriata della danza, e mi sembra un dono bellissimo.

8) Quel che non ammazza invecchia.
A ottobre mio padre mi ha fatto venire tutti i capelli bianchi.
Ho avuto paura di crollare nuovamente nell’incubo che fu la malattia di mia madre, ma ho deciso che non lo farò.
Sono più grande di allora, e meno dipendente. E ho la mia vita, finalmente.
Storta, difettosa, problematica e incasinata, ma mia.

9) Non sono incline al perdono.
Ricordo ogni singola azione che mi ha ferito in passato, e sotto un superficiale sorriso nascondo ferite profonde pronte a riaprirsi a ogni minimo accenno.
Sono più fragile di quanto credessi.
Sono più stanca di quanto credessi.
Sono più amareggiata di quanto credessi.
Devo togliermi questa fragilità, questa stanchezza e questa amarezza da dosso, se voglio ricominciare.

10) Amo in modo meno ossessivo ma più maturo.
Sono in grado di stare senza chi amo per lunghissimi giorni.
Posso sopravvivere alla mancanza, alla lontananza, anche al silenzio.
Ma detesto sentire chi amo lontano dal cuore, e a volte capita, lo sanno tutti.

11) Mi piace passeggiare per Ginevra tenendo una bambina per mano.

12) Vorrei vedere il mondo.
Anzi, di più.
Vorrei mollare tutto e andare via, e vivere non so bene come non so bene dove cercando odori nuovi, visioni nuove, parole e suoni nuovi.
Non vorrei tornare.
Ma vorrei, questo sì, mettere radici da un’altra parte.
Ricominciare, davvero, un’altra volta, altrove.

13) Voglio imparare davvero l’inglese, sennò che mi racconto a fare che voglio vedere il mondo, dico io.

14) Sono caduta, mi sono rotta molte cose, le ho rimesse a posto.
Alcune hanno smesso di fare male, così, tutte insieme.
Altre ogni tanto, nelle giornate di pioggia, mi fanno mancare il fiato e mi fanno salire le lacrime agli occhi.
Ma nonostante tutto so essere molto felice, a volte.
Più spesso di quanto oso ammettere.

15) Vorrei addormentarmi e svegliarmi in un altrove in cui qualcuno abbia magicamente messo a posto le cose che non vanno nella mia vita.
Non succederà, ma ogni tanto mi addormento sognando che accada; e mi basta questo per alzarmi di buon umore.

16) Amo il mio lavoro, ogni giorno, anche in quelli difficili.
Che è, credo, alla fine, la mia più grande benedizione.

Annunci