Equilibri (Un post che è un memorandum, e non parla di me. Non troppo, almeno)

di Calexandrìs

È, come sempre, soprattutto un bisogno di equilibrio.

Non essere a credito, non essere a debito; pagare le cose al 50 per cento, quando non si parla di denaro.
Investire ognuno il massimo per la sua parte.
Se si dice insieme, che sia insieme.
Se si dice verità, che sia verità.
Se si dice aiuto, che sia reciproco.

Quella roba lì, “a ognuno secondo il suo bisogno e da ognuno secondo le sue possibilità” io non credo che funzioni nella società, e dico purtroppo, ma deve funzionare nelle relazioni.
Un po’ per uno.
Un passo a testa.
Ma guarda: sono disposta anche a farne due, o tre, o quattro.
Ma poi tocca a te, no?

Perché se non tocca a te mai, se tu non paghi la tua parte di debito con il destino, se non ci metti il tuo pezzo di cuore, il tuo pezzo di vita, la tua parte (e che sia consistente, anche) io per un po’ amerò per due.
Poi amerò solo te e non me.
Poi non amerò più te, perché chi non ama se stesso non può amare gli altri.
Poi coverò il rancore, perché chi ha smesso di amare se stesso per amare un altro poi si arrabbia, a posteriori e sbagliando, con quell’altro.
Poi ti chiederò il conto.

Sarà salato, e le cose belle finiranno tutte.

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