Sempre l’inconscio

di Calexandrìs

Così poco fa ho fatto un pisolino, ché sono troppo troppo stanca, e ho sognato una cosa, in cui c’era una vacanza, una serie di persone che abitavano tutte vicine, una specie di incastro perfetto, tipo orologi con i pupi siciliani, in cui io riuscivo a vedere tutti senza farmi vedere da nessuno.

E in uno di questi incroci io correvo, e poi perdevo una cosa, correndo.
Allora tornavo indietro a prenderla e pensavo di passare da casa tua per rubarti ancora un bacio, e la porta era solo una tenda, e così sentivo che parlavi al telefono.
E io volevo entrare e farti una sorpresa, ma poi sentendo la tua voce mi sono ricordata che è sempre meglio non fare sorprese, perché chi fa sorprese resta sorpreso, spesso, e sono corsa via, prima ancora di sapere o di capire con chi tu stessi parlando.

E quindi mi sono censurata anche in sogno.
Tu pensa come sto messa.

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