Binario 16

di Calexandrìs

Il treno che da Torino porta a Firenze parte sempre dal binario 16.
Lo so perché lo prendo da, quanto?, sei anni.
Sei anni di treni sono un sacco di tempo.
Ho fatto il conto, una volta, che a mettere tutti insieme i chilometri fatti in treno negli ultimi dieci anni ci faccio il giro del mondo, invece di vedere sempre le stesse due città, per dirne una.

Ma comunque.

Al binario 16 prima, quando vivevo a casa mia da sola, arrivavo sempre cinque minuti prima della partenza.
Prendevo il 33 che è un autobus intelligentissimo all’angolo con il Politecnico e sei minuti dopo ero a Porta Nuova.
Al ritorno, invece, scendevo a Porta Susa e prendevo il 10, perché il 33 la sera non è affatto un autobus intelligente, anzi: non passa mai ed è frequentato in modo, come dire, spiritoso.

Da quando vengo a Torino da mio padre, invece, al binario arrivo sempre almeno quaranta minuti prima.
Mio padre è uno che ha in testa che alla stazione si arriva mezz’ora prima: se dovesse fare un check-in in aeroporto non voglio immaginare.
Lui di solito mi prende, mi porta all’angolo, mi scarica in seconda fila e se ne va.
Anche prima, non è mai venuto a prendermi in stazione: per anni ho fatto finta di restare il fine settimana a Torino, invece andavo a Venezia, tornavo, prendevo la macchina, andavo da lui e lui non se ne è mai accorto.
Mio padre non è uno esattamente generoso con i passaggi in macchina, va detto.
Poi ha la paranoia di non trovare parcheggio, e ancora non ha capito che a volte basta cercarlo, il parcheggio.
Ma comunque.

Stasera alle 17,20 ero in via Sacchi, mio padre mi ha detto “cerco un posto per la macchina e ti porto in stazione”.
Abbiamo parcheggiato abbastanza vicino, siamo entrati a Porta Nuova, abbiamo preso il caffè insieme (macchiato entrambi; io perché era tardi, lui perché ha l’ulcera, e ha scoperto che il caffè macchiato non gli fa venire male allo stomaco) e abbiamo fatto una passeggiata in stazione guardando le vetrine.
Poi è arrivato il treno, mi ha accompagnato alla carrozza ed è andato via.

Una cosa così mio padre non l’ha mai fatta, mi sa che è bene che la ricordi.

(Una parte di me teme questa cosa moltissimo; primo, perché sono sottilmente superstiziosa, e secondo perché se mi muore stanotte mi lascia con un ricordo bellissimo invece che i soliti ricordi brutti che potrei usare benissimo per superare il dolore, Mannaggia a lui)

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