Universi paralleli

di Calexandrìs

È qualche settimana che mi prendono alla sprovvista delle memorie.

Io, che sono una che tende a rimuovere, ad andare avanti, a correre in avanti, vengo trascinata in posti in cui non sto da una vita, che ho visto di sfuggita, o che ho fotografato per non dimenticare e poi dimenticati.

È come se si fosse aperta una falla da qualche parte e da questo qualche parte fuoriescano pensieri memorie sensazioni che pensavo di avere perduto, e invece no.
Che un po’ mi fa sentire ricca di vita, ma un po’ mi fa sentire povera di cose perdute.

Era quello che pensavo ieri, davanti alle lucine di un lago.
Era quello che pensavo ieri, scherzando sui viaggi nel tempo e sugli universi paralleli.
Pensieri confusi e aggrovigliati su di me, sul presente, sul futuro, che mi mettono addosso una sottile angoscia, impossibile da mitigare.
La sensazione di avere quattro pareti senza finestre intorno, e cercare di immaginare una via d’uscita.
Che c’è, ne sono sicura.

Poi, così, pensavo che in un mondo parallelo forse ci siamo noi due che ci siamo incontrati prima e abbiamo fatto una famiglia insieme, e ho sorriso a questi due.

Solo che, anche a voler sorridere a quei due lì, che stanno in un mondo parallelo più bello di questo, io vorrei che fosse questo, quel mondo lì.
Ed è l’impossibilità che sento intorno, la cosa che mi fa stare peggio.

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