The Prestige (un titolo che vale solo per chi ha visto il film, e si è accorto che c’è una battuta che vale per tutti, almeno una volta)

di Calexandrìs

Ci sono giorni che mi sento come uno dei personaggi di The Prestige.
La moglie di quello che è due persone, per intenderci.

Momenti così, in cui passo dalla sensazione di fiducia e sicurezza in me e nel resto della vita, e nell’amore, e nel futuro, alla sensazione, invece, in cui non vedo a un palmo di naso, e non so dove sto andando.

Quelli sono i momenti in cui mi prende la paura del futuro perché in realtà non ho presente, sempre ricordando che il presente è il tempo della vita, mentre il futuro è il tempo delle illusioni.

Poi, in generale, accendo una candela e provo a farmelo passare, questo magone qui, inutile.
Perché i magoni sono inutili, perché ce li facciamo venire per cose che non dipendono da noi, ma sempre da altro, e, peggio, spesso da altri.

E come si fa a prendere sul serio quello che succede fuori di noi, come se, davvero, noi potessimo controllarlo, quello che succede fuori di noi, mi dico.
Così l’unica strada è ricordare che camminiamo su una terra che ci sostiene, sotto un cielo che ci sostiene, e che finché abbiamo noi stessi e siamo in salute, il resto non importa davvero.

Perché oggi è il giorno più bello della nostra vita.
L’oggi in cui siamo vivi, e lo sappiamo.

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