Quello che non

di Calexandrìs

Così oggi ero lì davanti alla finestra aperta e osservavo la mia vita, e le cose che si muovono, e quelle che succedono e quelle che non succedono, e quelle che purtroppo succedono e non vorresti, e quelle che le fanno succedere gli altri e sarebbe bello che non le facessero succedere, ma gli altri non sono noi, anche se sarebbe bello che lo fossero, ma forse no, perché noi amiamo chi è diverso da noi.

Guardavo questa cosa, questa vita, e pensavo che ci sono state cose che mi hanno fatto anche tanto male, e che però mi sono servite tutte, ma non era questa la cosa che mi ha fatto scendere due lacrime.

Le lacrime sono scese perché ho pensato che le cose, a furia di graffiarti poi ti rendono amara, e io non vorrei essere una persona amara.
Perché l’amarezza è come un odore sgradevole, è uno sguardo sempre triste, è il vestito sbagliato, è un paio di scarpe che ti fanno male ai piedi e tu devi camminare per ore con quelle scarpe lì.

E ho pensato che devo imparare come si fa, perché ancora non l’ho capito.

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