La lezione di DFW (un post senza una logica)

di Calexandrìs

Ieri sera non mi sono entrati i jeans.
Non erano “un po’ stretti”.
Erano quattro centimetri troppo stretti.

Così ho pensato che ieri mattina un tot di colleghi (sei o sette senza distinzione tra uomini e donne, ma in maggioranza uomini) mi hanno detto che ero bella, bellissima.
Al quinto ho capito di essere ingrassata, perché quando mi dicono che sto bene o che sono bella di solito sono ingrassata, ci ho fatto caso negli ultimi anni.

Così, ieri sera mi sono guardata alo specchio e mi sono vista come sono: grassa.
Flaccida, molliccia, quelle cose lì.

Che c’entra DFW, quindi?
Non lo so, ma ho capito che c’entra sempre.

Io quest’anno mi sono letta le 1200 e passa pagine di infinite Jest e ogni tanto mentre sto facendo altro mi vengono in mente e niente, è un fottuto capolavoro pieno di ottime idee.
Quella che pensavo di usare per ogni momento della mia vita è questa qui, che è di una banalità esagerata, ma nessuno mai te le dice, le banalità.

Il libro parla di tutto, e parla anche di droga.
Un sacco di droga.

E parla di come disintossicarsi.
E dice che ogni volta che decidi di disintossicarti e fallisci, fallisci sempre per lo stesso motivo, che è il fatto che pensi “da adesso in poi non prenderò più sostanze”.
E questo “da adesso in poi”, amico del “per sempre” è terrificante, perché è inaccettabile.
E appena dici “da ora in poi” sei già alla ricerca della droga.

A me succede con la dieta.
Appena dico “da ora in poi non mangio più dolci” vado a comprare un gelato.
La soluzione, dice DFW, è facile.
Pensare: “per oggi, per queste due ore, per questo istante”, e pensarlo ogni istante e di nuovo.
Spezzettare il tempo in intervalli sempre più brevi fino a rendere il sacrificio accettabile.

E, ve lo dico, funziona.
Funziona con tutto, anche con il male, la mancanza, la gelosia, i pensieri ossessivi.
Puoi non pensare alla cosa di cui hai più paura per sempre? No.
Puoi non pensarci per due minuti? Certo.

Così questo settembre che arriva, che poi settembre è il mio Capodanno più vero, è il settembre in cui divido il tempo in istanti e cerco di costruire una vita, a partire da questi istanti.
E sono quasi sicura di potercela fare.

(Poi DFW si è suicidato, va detto)

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